Red Hot Cyber
Sicurezza Informatica, Notizie su Cybercrime e Analisi Vulnerabilità
Ursnif colpisce l’Italia. Una analisi completa del fenomeno dal CERT-AgID

Ursnif colpisce l’Italia. Una analisi completa del fenomeno dal CERT-AgID

17 Marzo 2023 08:58

Come già anticipato nelle scorse settimane, l’Italia è stata interessata da una importante campagna volta a distribuire il malware Ursnif. Dall’inizio del mese di marzo ad oggi sono state osservate almeno quattro campagne, che hanno avuto come temi Agenzia delle Entrate e MISE/MEF e che si sono distinte per il loro considerevole volume.

Il CERT-AgID ha contribuito al contrasto di questa ondata condividendo i dati relativi agli specifici IoC tramite il suo apposito servizio e tramite post sui suoi canali social (Telegram e Twitter).

Il solo numero di indicatori individuati (più di 1200) rende l’idea della dimensione del fenomeno.

E-mail a tema Agenzia delle Entrate usata dalle campagne Ursnif scorse

Ursnif è noto per variare spesso le sue TTP: la tecnica maggiormente sfruttata consiste nell’uso di un link dinamico di Firebase presente all’interno dell’e-mail per indirizzare la vittima verso una pagina di smistamento ospitata su un server compromesso da cui si viene poi indirizzati verso un file di tipo ZIP, anch’esso ospitato su un server compromesso, contenente il payload (un collegamento ad un eseguibile su una share pubblica).

Durante le azioni legate all’analisi e al contrasto del fenomeno è stato possibile recuperare alcune informazioni lasciate disponibili nelle pagine di smistamento. Queste sono localizzate su un unico server di backend dal quale sono state ricavate abbastanza liberamente informazioni sulle sue attività.

Questo tipo di informazioni ci hanno permesso di effettuare un’analisi più dettagliata sull’entità delle ondate di malware a cui abbiamo assistito.

I dati delle campagne

I dati ritrovati contengono informazioni come indirizzo IP, User-Agent, data, ora, geolocalizzazione e classificazione dei dispositivi che hanno visitato la pagina di smistamento. Queste visite non corrispondono esattamente al numero di infezioni avvenute poichè un certo numero di vittime si ferma prima di aprire l’archivio ZIP e anche perchè una percentuale di visite proviene dai motori di ricerca e da strumenti automatici. Tuttavia osserveremo come vi sia un’evidente correlazione tra i picchi di visite ed i giorni in cui sono avvenute le campagne. Quanto di seguito riportato riguardano numeri relativi alle “visite” e non alle “infezioni”.

Al momento dell’analisi dei dati erano quasi 380.000 le visite alle pagine di smistamento. Il backend usato per indirizzare le vittime al payload è in grado di rilevare se la visita proviene da uno strumento automatico, ad esempio un motore di ricerca, per cui delle 380.000 visite solo 40.000 sono state classificate come provenienti da strumenti automatici.

Le visite distribuite per giorno

Le visite per giorno alle pagine di smistamento di Ursnif

[E’ disponibile una versione interattiva di questo grafico]

Due particolari risultano rilevanti in questo grafico:

  1. Il numero di visite è piuttosto elevato, con picchi che toccano quasi 70.000 visite al giorno.
  2. I picchi corrispondono ai giorni in cui sono iniziate le quattro campagne Ursnif che hanno interessato l’Italia nelle ultime due settimane.

Può risultare interessante provare ad usare una heatmap per evidenziare eventuali ricorrenze nelle TTP di Ursnif. In particolare, provare a disegnare una mappa dei giorni e delle ore più “calde”, ovvero con più visite:

La heatmap

Visite per giorno della settimana nell’ultimo mese (20/02/2023 – 20/03/2023)
Visite per ora del giorno dal 21/02/2023 al 15/03/2023

[E’ disponibile una versione interattiva di questo grafico]

Si può notare come le campagne Ursnif siano pricipalmente concentrate nel mezzo della settimana (tra mercoledì e giovedì) ma lunedì 6 marzo Ursnif ha lanciato un’ulteriore campagna che ha prodotto notevoli risultati in termini di visite.

L’ora salvata nelle informazioni delle visite non è di facile interpretazione poichè non comprende il fuso orario. Ipotizzando che gli orari siano in UTC, la heatmap mostra che le visite siano raggruppate tutte nelle prima parte della giornata (l’Italia è un’ora avanti rispetto agli orari mostrati). Si evidenzia un picco nella notte tra il 6 ed il 7 marzo che non è di facile interpretazione, probabilmente dovuto a motori di ricerca o a spillover in altri Paesi.

Visite per lingua

È evidente, come si evince dai dati, che la campagna risulta mirata all’Italia ma solo poco più della metà delle visite è italiana. L’altra grande fetta è di lingua inglese. Probabilmente generata da strumenti automatici (sandbox) dato che si tratta di visite localizzate in specifici punti geografici anzichè essere distribuite più o meno uniformemente nei paesi anglofoni.

Le visite alle pagine di smistamento di Ursnif per lingua rilevata

[E’ disponibile una versione interattiva di questo grafico]

Visite per sistema operativo, browser e dispositivo

A scopo puramente conoscitivo, può essere interessante classificare le visite in base al loro sistema operativo, browser e dispositivo utilizzato:

Visite per sistema operativo

[E’ disponibile una versione interattiva di questo grafico]

Si nota che la maggior parte delle visite avviene da dispositivi in cui è presente il sistema operativo Windows, l’altra grande fetta riguarda i dispositivi mobili (Android, iOS) e solo in misura minore macOS e Linux (il meno usato di tutti). Questo, ancora una volta, spiega il perchè dell’ampia diffusione di malware per sistemi Windows rispetto ad altri sistemi operativi.

Visite per browser

[E’ disponibile una versione interattiva di questo grafico]

I dati sui browser usati non inducono a particolari spunti ma riflettono più che altro le preferenze degli utenti.

Visite per tipo di dispositivo

[E’ disponibile una versione interattiva di questo grafico]

La maggior parte dei dispositivi che hanno visitato la pagina di smistamento erano quindi Personal Computer, in sintonia con il grafico dei sistemi operativi. La fetta di dispositivi mobili costituisce comunque quasi un 30% del totale anche se Ursnif non si è mai volutamente espanso al settore mobile.

Visite per indirizzi IP

E’ possibile raggruppare le visite per indirizzo IP, in modo da osservare quante volte un singolo indirizzo IP ha visitato una delle pagine di smistamento. Visite multiple si possono attribuire ai meccanismi di NAT o a connessioni condivise. Per rendere il grafico leggibile viene mostrato solo il numero di visite reiterate se sono presenti almeno 1000 IP diversi con tale numero.

Numero di IP che hanno visito una pagine di smistamento ripetutamente

[E’ disponibile una versione interattiva di questo grafico qui]

La maggior parte degli IP ha visitato le pagine una sola volta ma più di 20.000 IP le hanno visitate due volte e più di 2000 per ben 10 volte. Come già detto sopra, questo si può spiegare con connessioni o indirizzi condivisi (es: in caso di aziende o PA dietro sistemi indirizzati via NAT o dietro proxy, in cui due o più dipendenti visitino il link) o per via dell’utilizzo di strumenti di analisi/automatici.

Visite per provenienza IP

Per concludere questa disamina, è sicuramente significativo mostrare sulla mappa le posizioni degli IP che hanno visitato le pagine di smistamento.

Visite alle pagine di smistamento di Ursnif per luogo di provenienza

[E’ disponibile una versione interattiva di questo grafico]

È interessante osservare come le visite provenienti dagli Stati Uniti siano localizzate in punti specifici mentre quelle in Italia siano diffuse su tutto il territorio. Questo a conferma del fatto che le campagne sono state mirate pricipalmente per l’Italia.

Uno zoom specifico per l’Italia mostra in dettaglio il fenomeno:

Visite alle pagine di smistamento di Ursnif per luogo di provenienza – Vista sull’Italia

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Cropped RHC 3d Transp2 1766828557 300x300
La Redazione di Red Hot Cyber fornisce aggiornamenti quotidiani su bug, data breach e minacce globali. Ogni contenuto è validato dalla nostra community di esperti come Pietro Melillo, Massimiliano Brolli, Sandro Sana, Olivia Terragni e Stefano Gazzella. Grazie alla sinergia con i nostri Partner leader nel settore (tra cui Accenture, CrowdStrike, Trend Micro e Fortinet), trasformiamo la complessità tecnica in consapevolezza collettiva, garantendo un'informazione accurata basata sull'analisi di fonti primarie e su una rigorosa peer-review tecnica.

Articoli in evidenza

Immagine del sitoInnovazione
Robot in cerca di carne: Quando l’AI affitta periferiche. Il tuo corpo!
Silvia Felici - 06/02/2026

L’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale ha superato una nuova, inquietante frontiera. Se fino a ieri parlavamo di algoritmi confinati dietro uno schermo, oggi ci troviamo di fronte al concetto di “Meatspace Layer”: un’infrastruttura dove le macchine non…

Immagine del sitoCybercrime
DKnife: il framework di spionaggio Cinese che manipola le reti
Pietro Melillo - 06/02/2026

Negli ultimi anni, la sicurezza delle reti ha affrontato minacce sempre più sofisticate, capaci di aggirare le difese tradizionali e di penetrare negli strati più profondi delle infrastrutture. Un’analisi recente ha portato alla luce uno…

Immagine del sitoVulnerabilità
Così tante vulnerabilità in n8n tutti in questo momento. Cosa sta succedendo?
Agostino Pellegrino - 06/02/2026

Negli ultimi tempi, la piattaforma di automazione n8n sta affrontando una serie crescente di bug di sicurezza. n8n è una piattaforma di automazione che trasforma task complessi in operazioni semplici e veloci. Con pochi click…

Immagine del sitoInnovazione
L’IA va in orbita: Qwen 3, Starcloud e l’ascesa del calcolo spaziale
Sergio Corpettini - 06/02/2026

Articolo scritto con la collaborazione di Giovanni Pollola. Per anni, “IA a bordo dei satelliti” serviva soprattutto a “ripulire” i dati: meno rumore nelle immagini e nei dati acquisiti attraverso i vari payload multisensoriali, meno…

Immagine del sitoCyber Italia
Truffe WhatsApp: “Prestami dei soldi”. Il messaggio che può svuotarti il conto
Silvia Felici - 06/02/2026

Negli ultimi giorni è stato segnalato un preoccupante aumento di truffe diffuse tramite WhatsApp dal CERT-AGID. I messaggi arrivano apparentemente da contatti conosciuti e richiedono urgentemente denaro, spesso per emergenze come spese mediche improvvise. La…