Uno studio condotto da scienziati della New York University mette in dubbio l’influenza di Internet sui valori morali della società. Gli autori sostengono che qualità umane innate come la compassione e la sete di giustizia sono gravemente distorte nel mondo online.
Come spiegano Claire Robertson e i suoi colleghi, i nostri valori morali si sono storicamente sviluppati in piccole comunità dove le persone interagivano faccia a faccia. Nell’era moderna, Internet unisce più di 5 miliardi di utenti in tutto il mondo. Gli autori dello studio sostengono che la tecnologia ha creato un ecosistema completamente nuovo, spesso incompatibile con i modelli comportamentali innati che gli esseri umani hanno sviluppato durante l’evoluzione.
I ricercatori spiegano che il flusso illimitato di contenuti scioccanti e di notizie 24 ore su 24 su Internet espone le persone a potenti incentivi morali. La mente umana alla fine si stanca delle preoccupazioni, della cancellazione della cultura, delle proteste collettive e dei falsi moralismi.
La “fatica da compassione” si sviluppa quando la nostra limitata capacità di empatia viene esaurita dal costante assalto di informazioni. E la vergogna pubblica e il bullismo prosperano perché molti si sentono impuniti online.
Inoltre, gli autori notano che è molto facile organizzare movimenti e campagne sociali di massa su Internet. Tuttavia, la maggior parte di queste iniziative si rivelano fugaci, di breve durata e inutili poiché mancano di un supporto reale e di una solida base nel mondo offline.
Lo studio dice anche che spesso, invece di fornire un aiuto concreto alle persone in difficoltà, gli utenti si limitano a vuoti gesti simbolici come i like e i repost sui social network. Queste azioni non cambiano nulla nella pratica, ma creano in una persona l’illusione di aver adempiuto al suo dovere sociale e di aver aiutato i bisognosi.
Al termine del loro studio, gli scienziati chiedono uno studio approfondito delle politiche e dei miglioramenti nell’interfaccia delle piattaforme Internet, dei social network e di altri servizi online al fine di ridurre al minimo il loro impatto negativo sui fondamenti morali della società.
Inoltre, gli autori insistono sul fatto che gli algoritmi con cui operano i social network dovrebbero diventare più trasparenti e aperti al pubblico. Ciò consentirà agli scienziati di comprendere meglio esattamente come Internet e i social network influenzano i valori morali e il comportamento delle persone, al fine di trovare ulteriormente modi per risolvere i problemi psicologici emergenti.
Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

CybercrimeLe autorità tedesche hanno recentemente lanciato un avviso riguardante una sofisticata campagna di phishing che prende di mira gli utenti di Signal in Germania e nel resto d’Europa. L’attacco si concentra su profili specifici, tra…
InnovazioneL’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale ha superato una nuova, inquietante frontiera. Se fino a ieri parlavamo di algoritmi confinati dietro uno schermo, oggi ci troviamo di fronte al concetto di “Meatspace Layer”: un’infrastruttura dove le macchine non…
CybercrimeNegli ultimi anni, la sicurezza delle reti ha affrontato minacce sempre più sofisticate, capaci di aggirare le difese tradizionali e di penetrare negli strati più profondi delle infrastrutture. Un’analisi recente ha portato alla luce uno…
VulnerabilitàNegli ultimi tempi, la piattaforma di automazione n8n sta affrontando una serie crescente di bug di sicurezza. n8n è una piattaforma di automazione che trasforma task complessi in operazioni semplici e veloci. Con pochi click…
InnovazioneArticolo scritto con la collaborazione di Giovanni Pollola. Per anni, “IA a bordo dei satelliti” serviva soprattutto a “ripulire” i dati: meno rumore nelle immagini e nei dati acquisiti attraverso i vari payload multisensoriali, meno…