
Sembra che criminali e ricercatori siano sempre alla ricerca di nuovi modi per abusare e rubare i veicoli elettrici Tesla. Si potrebbe pensare che con tutte le nuove tecnologie e i sistemi di sicurezza sulle auto, tutto questo possa essere difficile, ma purtroppo così non è e questo non è il primo hack di questa natura.
La vulnerabilità, scoperta da Josep Rodriguez, chief security consultant di IOActive, consente un attacco NFC relay e richiede la collaborazione di due aggressori.
Uno dei dirottatori deve essere vicino all’auto e l’altro deve essere vicino al proprietario dell’auto, che ha una chiave NFC o un telefono cellulare con una chiave virtuale Tesla in tasca o in borsa.
Nello scenario di Rodriguez, gli aggressori possono rubare una Tesla Model Y se riescono a posizionarsi entro circa cinque centimetri dalla scheda NFC del proprietario o dal telefono cellulare su cui è installata una chiave virtuale, ad esempio quando il proprietario dell’auto e uno dei dirottatori stanno camminando fianco a fianco per strada o in coda al bar.

Il primo aggressore utilizza un dispositivo Proxmark RDV4.0 per creare una connessione con un lettore NFC nella portiera di un’auto. L’auto reagisce al gadget e invia un segnale, a cui dovrebbe rispondere la scheda NFC del proprietario. Proxmark trasmette un segnale tramite Wi-Fi o Bluetooth a uno smartphone, che il complice tiene accanto alla chiave NFC del proprietario.
Quindi il segnale viene trasmesso nella direzione opposta e il dirottatore ottiene pieno accesso all’auto elettrica. L’intero processo richiede una manciata di secondi.

L’attacco di Rodriguez potrebbe essere sventato se i proprietari di auto abilitano una funzione PIN-to-drive nella loro auto che richiede loro di inserire un PIN prima di avviare l’auto.
Si fa notare che Rodriguez aveva già segnalato il problema a Tesla, ma hanno lasciato la segnalazione senza risposta.
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