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Tutti licenziati dalle AI? Per ora gli impatti sono minimi se non nulli. Facciamo una analisi

21 Giugno 2024 07:41

Nonostante le stime e le previsioni elevate secondo cui l’intelligenza artificiale generativa cambierà la società, il suo impatto sul posto di lavoro non è stato ancora avvertito, secondo un recente sondaggio globale condotto da Nash Squared. Lo studio ha intervistato 322 dirigenti tecnologici in tutto il mondo, di cui il 51% ha implementato l’intelligenza artificiale generativa “in una certa misura” nei propri processi aziendali, e il 21% la utilizza più attivamente.

Il rapporto mostra che i casi d’uso reali dell’IA generativa sono vari. La maggior parte delle aziende sta ancora sperimentando la tecnologia e conducendo progetti pilota in varie aree. Tuttavia, il 39% degli intervistati che hanno adottato l’intelligenza artificiale riferiscono che la tecnologia ha avuto un impatto minimo o nullo sulle loro organizzazioni.

Nella maggior parte dei casi, l’intelligenza artificiale generativa viene utilizzata come strumento per migliorare la produttività personale: condurre ricerche, accelerare la creazione di documenti o materiale di marketing ed eseguire attività amministrative.

Questi risultati contraddicono le previsioni della società di consulenza EY sull’impatto dell’intelligenza artificiale sull’occupazione. Gli analisti di EY hanno precedentemente affermato che la tecnologia è destinata a “rivoluzionare la produttività e guidare l’innovazione in tutti i settori”. E altre società di analisi hanno addirittura previsto licenziamenti di massa, poiché il lavoro di molti dipendenti potrebbe essere completamente sostituito da strumenti di intelligenza artificiale.

La società di ricerca Gartner prevede finora solo un impatto moderato dell’intelligenza artificiale sulla spesa IT, poiché le aziende stanno ora scegliendo di limitarsi a progetti pilota per provare la tecnologia piuttosto che implementarla completamente.

Secondo un sondaggio di Nash Squared, il 54% degli intervistati ritiene che le grandi aziende modello di intelligenza artificiale non abbiano ancora dimostrato il business case per investimenti massicci nell’intelligenza artificiale generativa. Anche i vincoli di budget e le preoccupazioni sull’uso improprio degli strumenti sono fattori significativi che le organizzazioni devono considerare.

Anche l’impatto dell’IA sull’occupazione si è rivelato trascurabile. Secondo un sondaggio globale, solo un’azienda su dieci ha riferito di aver cambiato ruolo lavorativo e solo l’1% dei dirigenti vede l’intelligenza artificiale come un sostituto completo dei lavoratori umani.

Bev White, CEO di Nash Squared, ha affermato in una dichiarazione che mentre il tema della sostituzione dell’intelligenza artificiale generativa occupa spesso i titoli dei giornali, i risultati dell’azienda dimostrano chiaramente che le organizzazioni che hanno strettamente integrato l’intelligenza artificiale nei loro processi aziendali, hanno maggiori probabilità di aumentare il numero di dipendenti tecnici nel prossimo anno piuttosto che licenziare quelli esistenti.

Quindi, anche se ci sono molte previsioni sull’impatto rivoluzionario dell’intelligenza artificiale generativa sull’occupazione e sulla produttività, per ora il suo impatto reale rimane piuttosto modesto. Le aziende preferiscono ancora limitarsi a esperimenti e progetti pilota e non hanno fretta di implementare pienamente le tecnologie AI nei loro processi aziendali.

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Silvia Felici 150x150
Red Hot Cyber Security Advisor, Open Source e Supply Chain Network. Attualmente presso FiberCop S.p.A. in qualità di Network Operations Specialist, coniuga la gestione operativa di infrastrutture di rete critiche con l'analisi strategica della sicurezza digitale e dei flussi informativi.
Aree di competenza: Network Operations, Open Source, Supply Chain Security, Innovazione Tecnologica, Sistemi Operativi.
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