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Robot “Saetta” dei Carabinieri: Il Futuro della Sicurezza è Quattro Zampe e Metallo!

21 Dicembre 2023 07:41

Saetta” è il soprannome del robot quadrupede entrato in dotazione all’Arma dei Carabinieri. Quasi come un vero cane può camminare anche su terreni impervi, salire/scendere rampe di 30° e scalini fino a 30 cm. Attraverso il braccio montato sul dorso può afferrare oggetti, aprire porte, spostare o trascinare oggetti.

L’Arma utilizzerà Saetta per molteplici scenari, dall’attività di ricognizione più rischiose ad antisabotaggio. Tra le capacita di Saetta vengono citate anche la rilevazione di tracce di esplosivo, agenti chimici e radiologici, questo dovrebbe avvenire attraverso ulteriori utensili montati sul dorso o mantenuti temporaneamente in presa dalla pinza all’estremità del braccio antropomorfo.

Saetta sarà utile anche per la bonifica di aree con petardi inesplosi o pronti ad esplodere di notevole pericolosità. I Carabinieri si dotano di uno strumento dall’altissima tecnologia a servizio della collettività. Per iniziare Saetta sarà operativo con il Nucleo Artificieri di Roma. La città di Roma si riempirà di milioni di pellegrini in occasione del Giubileo ed è lì che sarà ancora maggiore la necessità di avere strumenti efficienti per garantire elevati livelli di sicurezza pubblica.

Il robot quadrupede di Boston Dynamics

Saetta è il robot quadrupede Spot di Boston Dynamics che veste la divisa dell’Arma dei Carabinieri, ma è già tra i robot più famosi del web. Spot è già ampiamente utilizzato da vari anni in tanti scenari, sia produttivi che critici, andando a ricoprire attività di sorveglianza dei luoghi, rilevamento fotogrammetrico e appunto di polizia.

Gli operatori hanno la possibilità di impartire comandi di alto livello iniziando così a lavorare già da subito anche solo con una minima formazione.

I dettagli di Saetta

Saetta potrà montare sul suo dorso tutti i payload già previsti per Spot, più o meno specializzati per altri utilizzi, oltre eventuali payload pensati e prodotti ad hoc per l’Arma dei Carabinieri.
Saetta pesa circa 33 kg, può muoversi fino a circa 6 km/h ed avere un payload fino a 14 kg.
L’autonomia operativa prevista è di 90 minuti, che possono essere fino a 180 minuti in attesa.

La batteria può essere cambiata con un’altra rapidamente o ricaricata in 60 minuti. La batteria ha una capacità di 564Wh, mentre la potenza totale fornibile ai payload è di 450-530 watt e sarà disponibile una media di 150 watt per ogni payload.

Il set-up scelto dall’Arma prevede già il braccio antropomorfo montato sul dorso con una portata di quasi un metro, capace di sollevare 11 kg e trascinare 25 kg. La piattaforma assicura già di base una visione a 360° attraverso le 5 coppie di camere stereo integrate.

I sensori di bordo semplificano il controllo manuale del braccio quando Saetta non è a vista, consentendo agli operatori di completare a distanza di sicurezza attività come la movimentazione di materiali pericolosi o l’indagine di oggetti sospetti.

La connettività di Saetta

La sua connettività base Wi-Fi (2,4 e 5 GHz) ed Ethernet è stata ampliata attraverso il kit radio MPU5 RF2150 di Persistent Systems, che permette di estendere e rendere più robusta la comunicazione montando un modulo operante a 2,4 GHz in ODFM, con una potenza trasmissiva settata a 0,955 watt e tecnologia MIMO.

Il modulo RF-2150 installato nel MPU5 però ha la capacità di operare già a frequenze più ampie (2200-2507 MHz) con una potenza trasmissiva fino a 10 watt. Lo stesso payload MPU5 può anche ospitare altri moduli radio con differenti frequenze tra i 1,35 e 6 GHz (banda BAS, bande L, C alta/bassa) evitando così eventuale disturbo prodotto da attività di jamming su frequenze normalmente utilizzate anche dalle reti Wi-Fi.

Spot anche tra gli scavi archeologici di Pompei

Spot è utilizzato già da tempo nel Parco Archeologico di Pompei con la possibilità di effettuare la sorveglianza notturna o il monitoraggio delle strutture attraverso i diversi set-up sul dorso messi appunto da Leica Geosystems / Hexagon e Sprint Reply con i payload CAM+ e EAP 2 o GXP e BLK ARC di Leica.

Il Digidog della NYPD

Saetta ha anche un fratello oltre oceano che veste la divisa del NYPD (New York City Police Department). Il Dipartimento di Polizia della Città di New York ha introdotto Spot con il nome di “Digidog”, utilizzandolo anche in questo caso come importante supporto nell’attività per situazioni ad alta pericolosità, utilizzando anche il payload CAM+IR che offre la visione termica, camera sferica ad alta risoluzione, camera Pan-Tilt-Zoom con teleobbiettivo da 30x e comunicazione audio bidirezionale. Proprio a New York l’utilizzo del poliziotto quadrupede è stato oggetto di contestazioni da parte di cittadini e addirittura senatori, sia per il loro costo, sia per altre varie motivazioni.

Spot gira anche tra i passeggeri di Fiumicino

A Fiumicino gli Aeroporti di Roma e Sprint Reply hanno effettuato una sperimentazione con Spot per verificare il suo utilizzo in ambito aeroportuale, sia come sorveglianza attiva nelle aree comuni ai viaggiatori, sia come strumento per la verifica delle infrastrutture non accessibili al pubblico in ottica di verifica e manutenzione.

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Giovanni Pollola 300x150
Il suo percorso accademico in Ingegneria Meccanica non è riuscito a tenerlo lontano dal mondo IT, abbandonato per scelta dopo alcune esperienze immature. La presa di coscienza, la passione per tutta la tecnologia ed suo hacking, la contezza delle loro implicazioni nel mondo reale lo riportano nel mondo IT. La consapevolizzazione delle persone comuni per le potenzialità dell'IT è il principale motivo di ricerca e divulgazione.

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