Redazione RHC : 6 Maggio 2024 07:20
I francesi sono i più pessimisti riguardo all’intelligenza artificiale generativa. Sono particolarmente preoccupati per la sicurezza dei propri dati personali, secondo uno studio internazionale del Boston Consulting Group (BCG), pubblicato mercoledì.
I ricercatori hanno intervistato 21.000 persone in 21 paesi sul loro utilizzo e sui loro sentimenti nei confronti dell’intelligenza artificiale generativa (AI), che consente di produrre testi, immagini e altri contenuti nel linguaggio quotidiano su semplice richiesta.
Mentre in media il 70% dei dipendenti intervistati si è dichiarato entusiasta dell’idea di integrare l’intelligenza artificiale generativa sul lavoro, in Francia questa percentuale è scesa al 58%. E il 31% dei francesi si dice addirittura preoccupato per questo utilizzo nella propria vita professionale, il che rende il Paese il più pessimista sull’argomento, davanti alla Corea del Sud.
Vorresti toccare con mano la Cybersecurity e la tecnologia? Iscriviti GRATIS ai WorkShop Hands-On della RHC Conference 2025 (Giovedì 8 maggio 2025)
Se sei un ragazzo delle scuole medie, superiori o frequenti l'università, oppure banalmente un curioso di qualsiasi età, il giorno giovedì 8 maggio 2025 presso il teatro Italia di Roma (a due passi dalla stazione termini e dalla metro B di Piazza Bologna), si terranno i workshop "hands-on", creati per far avvicinare i ragazzi alla sicurezza informatica e alla tecnologia. Questo anno i workshop saranno:
Supporta RHC attraverso:
Ti piacciono gli articoli di Red Hot Cyber? Non aspettare oltre, iscriviti alla newsletter settimanale per non perdere nessun articolo.
“I francesi sono preoccupati dal punto di vista economico, non si sentono tutelati e quindi temono per i posti di lavoro”, ha commentato all’AFP Jessica Apotheker, direttrice associata di BCG.
La preoccupazione è ancora maggiore quando si tratta di utilizzare l’intelligenza artificiale generativa nella vita personale, con il 50% dei consumatori francesi che si dichiara preoccupato, mentre la media degli intervistati è del 29%.
Questa preoccupazione si concretizza soprattutto a livello della sicurezza dei dati personali (33%), dell’incertezza legata a questa tecnologia e al suo impatto sull’occupazione (11%) e al suo effetto sull’ambiente (10%).
Ma grazie ad organizzazioni come la CNIL (Commissione nazionale per l’informatica e le libertà), i consumatori francesi sono particolarmente consapevoli dell’uso dei dati, il che può spiegare la loro riluttanza e la loro sfiducia nei confronti delle grandi aziende tecnologiche.
Oggi i bambini sono un po’ più al sicuro grazie ad una operazione di polizia coordinata da Europol che ha portato alla chiusura di Kidflix. Si tratta di una delle più grandi piattafor...
Uno degli autori di Flipper Zero, Pavel Zhovner, ha condiviso i dettagli su come stanno procedendo i lavori su una nuova versione del multi-strumento per hacker: Flipper One. Lo sviluppatore ha pubbli...
Il ransomware HellCat è apparso nella seconda metà del 2024 e ha attirato l’attenzione degli analisti grazie all’umorismo delle sue dichiarazioni pubbliche. Ricordiamo l’...
Il 28 marzo 2025, un utente del noto forum di cybersecurity BreachForums, con lo pseudonimo ThinkingOne, ha rivelato quello che potrebbe essere il più grande data breach mai registrato nel mondo ...
Quando Jeffrey Goldberg dell’Atlantic ha fatto trapelare accidentalmente un messaggio di gruppo privato di alti funzionari statunitensi su un possibile attacco contro gli Houthi nello Yemen, ha...
Copyright @ REDHOTCYBER Srl
PIVA 17898011006