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Operazione Serengeti in Africa: 1.000 hacker criminali arrestati e 193 milioni di dollari di danni!

28 Novembre 2024 11:55

Le forze dell’ordine africane hanno annunciato l’operazione Serengeti, durante la quale sono state arrestate più di 1.000 persone sospettate di coinvolgimento in attività di criminalità informatica. L’importo totale del danno finanziario causato è stimato a 193 milioni di dollari.

L’operazione è stata coordinata da Interpol e Afripol ed è stata effettuata tra il 2 settembre e il 31 ottobre 2024. È stato riferito che il Serengeti “prendeva di mira principalmente i criminali associati a ransomware, attacchi BEC (compromissione della posta elettronica aziendale), estorsione digitale e frode online”.

Distrutte 134.089 infrastrutture informatiche

In totale, le autorità di 19 paesi africani hanno arrestato 1.006 sospetti e distrutto 134.089 infrastrutture e reti dannose, sulla base delle informazioni operative fornite loro da partner di società di sicurezza informatica come Cybercrime Atlas, Fortinet, Group-IB, Kaspersky Lab, Team Cymru, Trend Micro e la sicurezza di Uppsala.

Gli investigatori hanno scoperto che i sospettati e le loro infrastrutture erano collegati ad almeno 35.224 vittime identificate che hanno perso circa 193 milioni di dollari a causa di vari attacchi di hacking e frode. Durante l’operazione Serengeti, le vittime riuscirono a recuperare circa 44 milioni di dollari.

Una vasta operazione che copre tutta l’Africa

Le forze dell’ordine in regioni specifiche riferiscono che le seguenti azioni sono il risultato del Serengeti.

  • Kenya : risolto un caso di frode con carta di credito che comportava perdite per 8,6 milioni di dollari. I fondi sono stati rubati utilizzando script fraudolenti e reindirizzati tramite il sistema SWIFT ad aziende negli Emirati Arabi Uniti, Nigeria e Cina. Sono state effettuate circa due dozzine di arresti.
  • Senegal : Scoperto uno schema Ponzi che ha coinvolto 1.811 vittime che hanno perso circa sei milioni di dollari. Sono state sequestrate più di 900 carte SIM, 11.000 dollari in contanti, telefoni, computer portatili e carte d’identità delle vittime. Otto persone sono state arrestate (tra cui cinque cittadini cinesi).
  • Nigeria : un uomo è stato arrestato per aver gestito una truffa sugli investimenti online e aver guadagnato 300.000 dollari con false promesse di criptovalute.
  • Camerun: è stata smascherata una truffa di network marketing che ha coinvolto vittime provenienti da sette paesi. Alle vittime era stato promesso un lavoro, ma alla fine sono state tenute prigioniere e costrette a reclutare altre persone per essere rilasciate. Il gruppo ha raccolto almeno 150.000 dollari in quote associative.
  • Angola: sono state interrotte le attività di un gruppo internazionale che gestisce un casinò virtuale a Luanda. Centinaia di persone sono state ingannate con promesse di vincite in cambio dell’attrazione di nuovi membri. Sono stati effettuati 150 arresti, sequestrati 200 computer e più di 100 telefoni cellulari.

All’operazione Serengeti hanno preso parte anche Algeria, Benin, Costa d’Avorio, RDC, Gabon, Ghana, Mauritius, Mozambico, Ruanda, Sud Africa, Tanzania, Tunisia, Zambia e Zimbabwe.

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Marcello Filacchioni 300x300
ICT CISO e Cyber Security Manager con oltre vent’anni di esperienza tra settore pubblico e privato, ha guidato progetti di sicurezza informatica per realtà di primo piano. Specializzato in risk management, governance e trasformazione digitale, ha collaborato con vendor internazionali e startup innovative, contribuendo all’introduzione di soluzioni di cybersecurity avanzate. Possiede numerose certificazioni (CISM, CRISC, CISA, PMP, ITIL, CEH, Cisco, Microsoft, VMware) e svolge attività di docenza pro bono in ambito Cyber Security, unendo passione per l’innovazione tecnologica e impegno nella diffusione della cultura della sicurezza digitale.
Aree di competenza: Cyber Security Strategy & Governance, Vulnerability Management & Security Operations. 

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