Red Hot Cyber
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza. La vera forza della cybersecurity risiede nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza.
La vera forza della cybersecurity risiede
nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
Cyber Offensive Fundamentals 970x120 V0.1
Redhotcyber Banner Sito 320x100px Uscita 101125
Matanbuchus: il loader di malware che sfida l’analisi

Matanbuchus: il loader di malware che sfida l’analisi

10 Maggio 2024 08:08

Matanbuchus è un loader di malware, ovvero un programma che scarica ed esegue altri malware sulle macchine infette. Il loader è stato sviluppato da un hacker conosciuto come BelialDemon, che lo vende a un numero limitato di clienti su un forum underground.

Il loader è stato usato in diverse campagne di malspam e di pubblicità ingannevoli per distribuire vari tipi di malware, tra cui ransomware, trojan bancari e backdoor. Una delle principali organizzazioni criminali che usa Matanbuchus è TA577, un affiliato di ransomware noto per aver distribuito QakBot e Cobalt Strike per ottenere l’accesso iniziale e la post-esplorazione delle vittime.

Come funziona Matanbuchus e come si nasconde

Matanbuchus si distingue per le sue tecniche di ofuscamento e di evasione, che rendono difficile l’analisi del suo codice e delle sue comunicazioni di rete. Tra queste tecniche ci sono:

  • Il flusso di controllo ofuscato, che rende il codice illeggibile e impedisce di seguire il normale flusso di esecuzione.
  • Le trappole anti-debug e anti-vm, che rilevano la presenza di strumenti di analisi o di ambienti virtualizzati e terminano il processo.
  • Il risolvimento dinamico delle API, che impedisce di identificare le funzioni di Windows usate dal loader.
  • L’hashing e la cifratura delle stringhe, che nascondono i dati sensibili come gli indirizzi IP e i nomi di dominio.

Cyber Offensive Fundamentale Ethical Hacking 02

Avvio delle iscrizioni al corso Cyber Offensive Fundamentals
Vuoi smettere di guardare tutorial e iniziare a capire davvero come funziona la sicurezza informatica?
La base della sicurezza informatica, al di là di norme e tecnologie, ha sempre un unico obiettivo: fermare gli attacchi dei criminali informatici. Pertanto "Pensa come un attaccante, agisci come un difensore". Ti porteremo nel mondo dell'ethical hacking e del penetration test come nessuno ha mai fatto prima. Per informazioni potete accedere alla pagina del corso oppure contattarci tramite WhatsApp al numero 379 163 8765 oppure scrivendoci alla casella di posta [email protected].


Supporta Red Hot Cyber attraverso: 

  1. L'acquisto del fumetto sul Cybersecurity Awareness
  2. Ascoltando i nostri Podcast
  3. Seguendo RHC su WhatsApp
  4. Seguendo RHC su Telegram
  5. Scarica gratuitamente “Byte The Silence”, il fumetto sul Cyberbullismo di Red Hot Cyber

Se ti piacciono le novità e gli articoli riportati su di Red Hot Cyber, iscriviti immediatamente alla newsletter settimanale per non perdere nessun articolo. La newsletter generalmente viene inviata ai nostri lettori ad inizio settimana, indicativamente di lunedì.

Inoltre, il loader ha la capacità di ricaricarsi scaricando una nuova versione di sé stesso da un server di comando e controllo (C2), e di chiamare una funzione esportata diversa a seconda del metodo di esecuzione. Il loader può essere lanciato tramite il binario control.exe, che è usato per aprire i file del pannello di controllo (.cpl), o tramite il binario regsvr.exe, che è usato per registrare o deregistrare le librerie dinamiche (.dll).

Quali sono i servizi di hosting che ospitano Matanbuchus

Analizzando l’infrastruttura di rete usata dal loader, il team di CTI di Intrinsec ha scoperto che il loader si appoggia a due servizi di hosting bulletproof, ovvero servizi che offrono una maggiore tolleranza verso le attività illecite dei loro clienti. Questi servizi sono “Chang Way Technologies Co. Limited” (AS57523), registrato a Hong Kong ma con server in Russia, e “Proton66 OOO” (AS198953), registrato e con server in Russia. Questi servizi ospitano i domini e gli indirizzi IP usati dal loader per comunicare con i server C2 e per scaricare i payload.

Questi servizi ospitano anche altre attività malevole, tra cui il malware SocGholish, che usa pagine web fasulle per indurre gli utenti a scaricare un falso aggiornamento del browser, e varie pagine di phishing che imitano servizi legittimi come UPS, Chronopost e il sistema sanitario francese Ameli. Inoltre, il team di Intrinsec ha trovato che il nome “Mihail Kolesnikov”, usato per registrare alcuni domini usati da Matanbuchus, è stato usato anche per registrare altri domini legati a diverse minacce, tra cui il ransomware Snatch, il ransomware Hunters International e il malware ICEDID.

Seguendo le attività di questo nome, il team di Intrinsec ha potuto anticipare la creazione di nuovi domini usati per le campagne di Matanbuchus e altre minacce. Bloccando i range di IP appartenenti a questi servizi di hosting bulletproof, si può prevenire l’accesso iniziale e le successive fasi di un’intrusione.

Conclusione

Matanbuchus è un loader di malware molto sofisticato e pericoloso, che può infettare le macchine con diversi tipi di malware, tra cui alcuni molto dannosi come il ransomware. Il loader è anche legato a Cobalt Strike, uno strumento di attacco usato dai criminali per eseguire operazioni avanzate di post-esplorazione e di movimento laterale.

Il loader si appoggia a servizi di hosting bulletproof che lo proteggono dalle azioni delle autorità e dei ricercatori di sicurezza. Per contrastare questa minaccia, è necessario monitorare le sue attività, bloccare le sue comunicazioni e rafforzare le difese delle proprie reti.

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Sandro Sana 300x300
Membro del gruppo di Red Hot Cyber Dark Lab e direttore del Red Hot Cyber PodCast. Si occupa d'Information Technology dal 1990 e di Cybersecurity dal 2014 (CEH - CIH - CISSP - CSIRT Manager - CTI Expert), relatore a SMAU 2017 e SMAU 2018, docente SMAU Academy & ITS, membro ISACA. Fa parte del Comitato Scientifico del Competence Center nazionale Cyber 4.0, dove contribuisce all’indirizzo strategico delle attività di ricerca, formazione e innovazione nella cybersecurity.
Aree di competenza: Cyber Threat Intelligence, NIS2, Governance & Compliance della Sicurezza, CSIRT & Crisis Management, Ricerca, Divulgazione e Cultura Cyber
Visita il sito web dell'autore

Articoli in evidenza

Immagine del sitoCultura
Torvalds chiude l’era dell’hype: nel kernel Linux conta solo la qualità, non l’IA
Redazione RHC - 11/01/2026

Linus Torvalds, il creatore di Linux, ha espresso una posizione ferma e senza mezze misure riguardo al dibattito sull’integrazione e l’uso di strumenti di intelligenza artificiale nella scrittura e revisione del codice del kernel di…

Immagine del sitoCybercrime
Caso AGCOM Cloudflare. Il Cloud è potere: quando la sicurezza nazionale è in mano alle Big Tech
Redazione RHC - 11/01/2026

Nel mondo di oggi la tecnologia non è più un mero strumento di efficienza o comodità, ma una leva geopolitica di primaria importanza. L’accesso a infrastrutture digitali, piattaforme cloud e sistemi di comunicazione non è…

Immagine del sitoCybercrime
Internet c’è, ma non funziona: la nuova trappola dei governi per controllarci tutti
Redazione RHC - 11/01/2026

Immaginate una situazione in cui Internet sembra funzionare, ma i siti web non si aprono oltre la prima schermata, le app di messaggistica sono intermittenti e le aziende sono in continuo cambiamento. Secondo gli autori…

Immagine del sitoCultura
Ritrovato dopo 50 anni: il raro nastro UNIX V4 rivive al Computer History Museum
Redazione RHC - 10/01/2026

Recentemente, una bobina di nastro magnetico è rimasta in un normale armadio universitario per mezzo secolo, e ora è improvvisamente diventata una scoperta di “archeologia informatica del secolo“. Un nastro con la scritta “UNIX Original…

Immagine del sitoCybercrime
La maxi-fuga di dati che spaventa Instagram: 17,5 milioni di profili circolano nel DarkWeb
Redazione RHC - 10/01/2026

Un massiccio archivio digitale contenente le informazioni private di circa 17,5 milioni di utenti Instagram sembrerebbe essere finito nelle mani dei cybercriminali. Qualche ora fa è stato segnalato l’allarme dopo che diversi utenti su Reddit…