Red Hot Cyber
Sicurezza Informatica, Notizie su Cybercrime e Analisi Vulnerabilità

L’underground vende sistemi per disabilitare gli EDR più famosi! LockBit nel mentre sta sfruttando il BYOVD?

24 Gennaio 2024 17:46

E’ stato rilevato nella giornata di oggi, sul forum underground Exploit un post dove un criminale informatico mette in vendita una soluzione per disabilitare EDR best-in-class. Nello specifico il criminale informatico, chiamato LORD1, vende tale soluzione al prezzo di 7000 dollari.

Gli attacchi agli EDR basati su BYOVD

A giugno del 2023, un certo “Spyboy” vendeva una analoga soluzione di bypass di EDR al prezzo di 3000 dollari. L’autore forniva la soluzione per un solo EDR a 300 dollari, anche se non era possibile acquistare una versione per il solo bypass per SentinelOne, Sophos, CrowdStrike, Carbon Black, Cortex, Cylance in quanto occorreva l’acquisto della versione completa.

Spyboy affermava che Terminator era in grado di bypassare 24 diversi antivirus. Inoltre era possibile effettuare il bypass per soluzioni EDR (Endpoint Detection and Response) e XDR (Extended Detection and Response). Era incluso Windows Defender su dispositivi che eseguono Windows 7 e versioni successive.

Lo strumento chiamato Terminator era distribuito sui forum di hacking in lingua russa. Il suo venditore, Spyboy, affermò che Terminator era in grado di bloccare qualsiasi piattaforma antivirus, XDR e EDR. Tuttavia, gli esperti di CrowdStrike analizzarono la soluzione, giungendo alla conclusione che, in effetti, Terminator non era altro che un attacco BYOVD.

In tali attacchi, i driver legittimi vengono firmati con certificati validi e sono in grado di funzionare con i privilegi del kernel. Tali driver vengono rilasciati sui dispositivi delle vittime.

Questo consente di disabilitare le soluzioni di sicurezza e alla fine assumere il controllo del sistema.

Gli attacchi di LockBit e lo sfruttamento del BYOVD

Poco fa è arrivata in redazione una mail proveniente dal ricercatore di sicurezza Lucian Alexandru Necula della ACS Data System S.p.A. Il ricercatore ha fornito una evidenza di un possibile sfruttamento attivo da parte di LockBit di un attacco BYOVD.

Nelle analisi svolte da Alex, viene riportato che LockBit sta utilizzando un driver chiamato “RogueAntirootkit Driver vers. 3.3.0.0“. In particolare sta sfruttando un errore di tipo IOCTL 0x22e044 (Terminate Process) che non ha un controllo di accesso sufficiente.

Correlando le due informazioni, il post su Exploit e la segnalazione del ricercatore di sicurezza su LockBit sembra plausibile un collegamento. Pertanto potrebbe essere che LockBit abbia acquistato tale soluzione che risulta ad oggi sotto sfruttamento attivo.

Driver vulnerabile (fonte Lucian Alexandru Necula della ACS Data System S.p.A)
Ciao ragazzi, in un recente attacco da parte del gruppo di ransomware Lockbit abbiamo trovato un altro driver vulnerabile che può terminare i prodotti EDR. 

Per ora abbiamo individuato solo Lockbit che utilizza questo driver ma sicuramente nelle prossime settimane li utilizzeremo tutti insieme. Abbiamo trovato il driver in sfruttamento attivo e dopo una revisione siamo in grado di riprodurre la vulnerabilità, proviamo a usarlo contro 7 EDR e possiamo facilmente terminare i prodotti 6/7 EDR.

Il driver è un RogueAntirootkit Driver vers. 3.3.0.0 e la vulnerabilità è presente in questo IOCTL 0x22e044 (Terminate Process) che non ha un controllo di accesso sufficiente.

Incollo il link allo screenshot che ho fatto:

Driver vulnerabile: https://postimg.cc/nshHNPDH
IOCTL utilizzato: https://postimg.cc/jDXxgbCg
Driver della firma: https://postimg.cc/kD0gDskc
Driver di firma 2: https://postimg.cc/S2XmxYd3
Termina il processo Windows Defender: https://postimg.cc/gwtYpHV3
Il venditore è stato avvisato ieri.
Ti condivido l'IOC utilizzato negli attacchi di LockBit

Vulnerable Driver :
SHA1:363068731e87bcee19ad5cb802e14f9248465d31
SHA256 : bfc2ef3b404294fe2fa05a8b71c7f786b58519175b7202a69fe30f45e607ff1c
Programma utilizzato per sfruttare il driver di vulnerabilità e terminare EDR:
SHA1: 20600743fbea8a235445b56ea67cd0648ec4f68d
SHA256: 74378330f34ac07ca9f7d452429797c325322e73685ab3f5f5267c39f5a848f1
Disabilitazione di Windows Defender (fonte Lucian Alexandru Necula della ACS Data System S.p.A)

Conclusioni

La recente comparsa di un’offerta per disabilitare EDR di alto livello, divulgata da LORD1 sul forum Exploit, genera significative preoccupazioni per la sicurezza informatica. L’apparizione precedente di un tool simile chiamato Terminator, messo in vendita da Spyboy, aggiunge ulteriori interrogativi sulla persistenza e l’evoluzione di tali minacce.

L’avviso fornito da Lucian Alexandru Necula, ricercatore di sicurezza, sulla possibile correlazione tra la soluzione in vendita su Exploit e l’utilizzo da parte di LockBit costituisce un campanello d’allarme significativo. Tuttavia, per valutare appieno l’entità di questa minaccia, sarà necessario attendere analisi approfondite da parte dei principali fornitori di soluzioni EDR.

Roberto Beneduci CEO di Coretech ha detto recentemente: “sfruttare un Exploit che disabilita l’EDR non dovrebbe preoccupare a meno che non si faccia affidamento esclusivamente su di esso. Se un agent non è piú raggiungibile perchè è stato “neutralizzato”, La sua disconnessione dalla console EDR è già un segnale di allarme. In windows quando un servizio si ferma inaspettatamente viene generato un Id evento ad esempio 7031 . killare un processo di un Edr significa mandare in crash il servizio collegato e di conseguenza generare l’id evento. Il consiglio è di avere anche un RMM in grado di intercettare tali id evento. Nel caso nessun id evento venga generato si può fare in modo che il proprio RMM faccia periodicamente un check dei processi in esecuzione e se non trova quello dell’Edr invia un allarme. La sicurezza è da considerarsi un processo e non l’uso di una tecnologia specifica”.

Solo attraverso un’analisi dettagliata sarà possibile determinare se la soluzione in questione corrisponde effettivamente ad una soluzione simile a Terminator o rappresenta un’altra forma di bypass EDR. In entrambi i casi, la collaborazione e la condivisione delle informazioni all’interno della comunità cybersecurity risultano fondamentali. Questo consente di comprendere e affrontare efficacemente questa nuova ondata di minacce informatiche, garantendo la sicurezza delle reti digitali a livello globale.

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Pietro Melillo 300x300
Membro e Riferimento del gruppo di Red Hot Cyber Dark Lab, è un ingegnere Informatico specializzato in Cyber Security con una profonda passione per l’Hacking e la tecnologia, attualmente CISO di WURTH Italia, è stato responsabile dei servizi di Cyber Threat Intelligence & Dark Web analysis in IBM, svolge attività di ricerca e docenza su tematiche di Cyber Threat Intelligence presso l’Università del Sannio, come Ph.D, autore di paper scientifici e sviluppo di strumenti a supporto delle attività di cybersecurity. Dirige il Team di CTI "RHC DarkLab"
Aree di competenza: Cyber Threat Intelligence, Ransomware, Sicurezza nazionale, Formazione

Articoli in evidenza

Immagine del sitoInnovazione
Robot in cerca di carne: Quando l’AI affitta periferiche. Il tuo corpo!
Silvia Felici - 06/02/2026

L’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale ha superato una nuova, inquietante frontiera. Se fino a ieri parlavamo di algoritmi confinati dietro uno schermo, oggi ci troviamo di fronte al concetto di “Meatspace Layer”: un’infrastruttura dove le macchine non…

Immagine del sitoCybercrime
DKnife: il framework di spionaggio Cinese che manipola le reti
Pietro Melillo - 06/02/2026

Negli ultimi anni, la sicurezza delle reti ha affrontato minacce sempre più sofisticate, capaci di aggirare le difese tradizionali e di penetrare negli strati più profondi delle infrastrutture. Un’analisi recente ha portato alla luce uno…

Immagine del sitoVulnerabilità
Così tante vulnerabilità in n8n tutti in questo momento. Cosa sta succedendo?
Agostino Pellegrino - 06/02/2026

Negli ultimi tempi, la piattaforma di automazione n8n sta affrontando una serie crescente di bug di sicurezza. n8n è una piattaforma di automazione che trasforma task complessi in operazioni semplici e veloci. Con pochi click…

Immagine del sitoInnovazione
L’IA va in orbita: Qwen 3, Starcloud e l’ascesa del calcolo spaziale
Sergio Corpettini - 06/02/2026

Articolo scritto con la collaborazione di Giovanni Pollola. Per anni, “IA a bordo dei satelliti” serviva soprattutto a “ripulire” i dati: meno rumore nelle immagini e nei dati acquisiti attraverso i vari payload multisensoriali, meno…

Immagine del sitoCyber Italia
Truffe WhatsApp: “Prestami dei soldi”. Il messaggio che può svuotarti il conto
Silvia Felici - 06/02/2026

Negli ultimi giorni è stato segnalato un preoccupante aumento di truffe diffuse tramite WhatsApp dal CERT-AGID. I messaggi arrivano apparentemente da contatti conosciuti e richiedono urgentemente denaro, spesso per emergenze come spese mediche improvvise. La…