Negli ultimi due decenni, grazie all’intelligenza artificiale, il mondo della scienza ha vissuto una vera e propria svolta nel campo della progettazione delle proteine. Utilizzando il deep learning, simile alla tecnologia utilizzata in ChatGPT, i ricercatori sono stati in grado di creare proteine con proprietà uniche che possono essere utilizzate in medicina, bioingegneria e persino nel controllo dell’inquinamento.
Il dottor Neil King dell’Università di Washington ha recentemente parlato a Nature dell’importanza di questi progressi. Sottolineano le opportunità che sembravano impossibili un anno e mezzo fa.
Tuttavia, come sottolinea un recente articolo sulla rivista Science, alle nuove opportunità si accompagnano nuovi rischi. Gli autori dello studio, tra cui il dottor David Baker dell’Università di Washington e il dottor George Church della Harvard Medical School, chiedono lo sviluppo di misure di biosicurezza per prevenire l’uso di proteine sintetiche per scopi dannosi.
Tra le proposte in materia di sicurezza c’è l’introduzione di codici a barre univoci nelle sequenze genetiche delle nuove proteine. Queste renderebbero facile risalire alla loro origine. Questa proposta ricorda i controlli di audit, che possono essere fondamentali in caso di minacce derivanti da nuove proteine.
Le tecnologie di intelligenza artificiale alla base della progettazione delle proteine sono strettamente correlate alle politiche di biosicurezza. Le tecniche utilizzate, inclusi algoritmi di deep learning e modelli linguistici di grandi dimensioni, forniscono la capacità di progettare strutture proteiche. Tali strutture erano precedentemente fuori dalla portata dell’immaginazione umana.
Tuttavia, nonostante i significativi progressi nel campo delle proteine sintetiche, le questioni normative rimangono aperte. Secondo il rapporto dell’ONU si discuterà delle normative internazionali in questo settore. Allo stesso tempo, i partecipanti all’AI Security Summit del 2023 hanno concordato sulla necessità di documentare il DNA di ogni nuova proteina.
La creazione di un database centralizzato di sequenze di DNA sintetico può aiutare a identificare costrutti potenzialmente pericolosi. Gli autori dell’articolo sottolineano che la biosicurezza non deve sopprimere la collaborazione scientifica. Risulta necessaria per proteggere i segreti commerciali e prevenire la diffusione di proteine potenzialmente pericolose.
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