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L’FBI scrive su BreachForums un post su LockBit. Vero o falso?

L’FBI scrive su BreachForums un post su LockBit. Vero o falso?

26 Febbraio 2024 09:03

Dopo l’Operazione Cronos, un colpo ben coordinato contro la cybergang LockBit portato avanti dall’FBI e dall’NCA, sembrava che il destino della banda fosse segnato. Ma ora, una nuova storia si sta dipanando nel labirinto digitale.

L’amministratore di LockBit, noto per la sua astuzia e la sua abilità nel cybercrime, ha deciso di risorgere dalle ceneri, aprendo un nuovo sito nel Dark Web. Questo nuovo covo, basato su PHP 8.3.3 con nginx 1.24.0 su http://lockbit3753ekiocyoSepmpy6klmejchj…2id.onion/, è diventato rapidamente il fulcro per i suoi attacchi ransomware.

Ma ciò che sta scuotendo l’underground digitale è un post criptico apparso su breachforums, un noto forum underground. Un utente, con il nickname FBI e l’avatar dell’intelligence degli Stati Uniti, ha pubblicato un lungo messaggio che ha gettato dubbi sulla sua origine.

Nel post, vengono citati dei passaggi del lungo post di LockBit pubblicato sul nuovo DLS.

In questo passaggio riportato dal presunto post pubblicato dall’FBI viene riportato che l’amministratore sembra ammettere la propria vulnerabilità tecnica: “Potrebbe non essere stato questo CVE, ma qualcos’altro come Oday per PHP.”

Questo post solleva domande sulla vera identità di chi si cela dietro l’avatar dell’intelligence degli Stati Uniti. Potrebbe essere davvero un agente dell’FBI o, più probabilmente, un affiliato deluso dalla condotta irresponsabile di LockBit?

Profilo dell’account FBI su Breach Forums

Ma le dichiarazioni non finiscono qui. L’amministratore di LockBit afferma anche il suo successo finanziario: “L’FBI afferma che il mio reddito supera i 100 milioni di dollari, questo è vero.”

Il post si conclude con una minaccia di cattura: “Rimarrai sorpreso quando la storia si ripeterà? Un pessimo tentativo di riconquistare ciò che resta della tua reputazione. Quando ti prenderemo, io e la NCA faremo a turno a investirti con la tua Mercedes.”

Queste parole, sebbene minacciose, sollevano ulteriori interrogativi sulla vera identità di chi sta dietro questo messaggio. È un avvertimento diretto dall’FBI o una minaccia da parte di un ex affiliato di LockBit?

La vera identità di chi si cela dietro l’avatar dell’intelligence degli Stati Uniti rimane avvolta nel mistero, ma una cosa è certa: la lotta nel regno oscuro del cybercrime continua.

Ultimi post dell’account FBI su Breach Forums
È uno strano mondo quello in cui viviamo. 

Il cosiddetto amministratore di LockBit ha deciso di creare un altro sito basato su PHP 8.3.3 con nginx 1.24.0 su http://lockbit3753ekiocyoSepmpy6klmejchj...2id.onion/ dopo aver ammesso nel suo patetico sfogo:

Citazione: "potrebbe non essere stato questo CVE, ma qualcos'altro come Oday per PHP"

In altre parole, non hai idea di quale sia il vero problema.

Citazione: "L'FBI afferma che il mio reddito supera i 100 milioni di dollari, questo è vero"

Dimentichi che noi siamo soldi.

Sei così ricco ma troppo povero per assumere dei veri amministratori che si prendano cura del tuo sito. Trovi invece il CVE pubblico più vicino relativo al tuo orrendo codice. cambia le tue password hardcoded, acquista un nuovo host su cui abbiamo già effettuato il root anni fa e eseguire prematuramente nella creazione di un altro sito utilizzando lo stesso linguaggio di prima.

Rimarrai sorpreso quando la storia si ripeterà? Un pessimo tentativo di riconquistare ciò che resta della tua reputazione. Quando ti prenderemo, io e la NCA faremo a turno a investirti con la tua Mercedes.

Beh, ci vediamo presto.

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Chiara Nardini 2025 3 300x300
Esperta di Cyber Threat intelligence e di cybersecurity awareness, blogger per passione e ricercatrice di sicurezza informatica. Crede che si possa combattere il cybercrime solo conoscendo le minacce informatiche attraverso una costante attività di "lesson learned" e di divulgazione. Analista di punta per quello che concerne gli incidenti di sicurezza informatica del comparto Italia.
Aree di competenza: Cyber threat Intelligence, Incident Response, sicurezza nazionale, divulgazione

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