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Le AI incentivano la pedopornografia: 50 stati americani hanno inviato una lettera al congresso “ora è il momento di agire”

20 Settembre 2023 07:21

Mercoledì i procuratori generali di tutti i 50 stati americani hanno inviato una lettera al Congresso chiedendo l’istituzione di una commissione di esperti. Come previsto, questa commissione dovrebbe studiare il ruolo dell’intelligenza artificiale generativa nella creazione di pornografia infantile.

“Abbiamo profonde e serie preoccupazioni per la sicurezza dei bambini nelle nostre giurisdizioni”, si legge nella lettera. I pubblici ministeri sottolineano inoltre che, nonostante l’attivo perseguimento dei crimini su Internet contro bambini e adolescenti, le reti neurali aprono nuovi orizzonti ai trasgressori.

Gli algoritmi di sintesi delle immagini come Stable Diffusion semplificano la creazione di contenuti illegali. Sfortunatamente, con l’avanzare della tecnologia, questi strumenti guadagnano sempre più fan e, poiché molti modelli di intelligenza artificiale sono aperti e funzionano localmente, non esistono meccanismi di controllo affidabili. È rassicurante che alcuni programmi famosi, come Midjourney, DALL-E e Adobe Firefly, dispongano già di filtri integrati contro la creazione di contenuti pornografici.

L’intelligenza artificiale è brava a generare deepfake. Il programma può creare un’immagine realistica in pochi secondi sovrapponendo il volto di una persona al corpo di un’altra.

Le forze dell’ordine ritengono che la disponibilità di pornografia infantile, anche irrealistica, creata da una rete neurale contribuisca alla normalizzazione degli atti violenti contro i minori. Negli Stati Uniti esistono già leggi che vietano alcuni tipi di contenuti fittizi, ma la questione rimane ancora aperta.

La Procura offre diverse soluzioni. In primo luogo, è necessario creare una commissione di esperti che studierà le tecnologie generative e il loro utilizzo in tali crimini. In secondo luogo, il Congresso dovrebbe ampliare le restrizioni esistenti sul materiale sessualmente esplicito, compresi quelli generati dall’intelligenza artificiale.

Gli autori della lettera invitano ad un’azione attiva, sottolineando che “ora è il momento di agire”.

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Stefano Gazzella 300x300
Privacy Officer e Data Protection Officer, è Of Counsel per Area Legale. Si occupa di protezione dei dati personali e, per la gestione della sicurezza delle informazioni nelle organizzazioni, pone attenzione alle tematiche relative all’ingegneria sociale. Responsabile del comitato scientifico di Assoinfluencer, coordina le attività di ricerca, pubblicazione e divulgazione. Giornalista pubblicista, scrive su temi collegati a diritti di quarta generazione, nuove tecnologie e sicurezza delle informazioni.
Aree di competenza: Privacy, GDPR, Data Protection Officer, Legal tech, Diritti, Meme
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