Red Hot Cyber
Sicurezza Informatica, Notizie su Cybercrime e Analisi Vulnerabilità

Le 6 migliori Hacker Girl di sempre

3 Luglio 2021 08:00

Spesso parliamo di hacking, di hacker, di cybercrime, di black, gray e white.

Ma “hacker” è sempre sinonimo di sesso maschile?

La risposta è ovviamente no.

Le migliori hacker girl

Anche se meno conosciute, in questo articolo faremo una rapida carrellata delle hacker girl più famose. Parleremo delle donne nerd più conosciute, dove scopriremo che alcune di queste hanno preso parte a scorribande criminali di alto profilo mentre altre si sono dedicate alla ricerca scientifica.

Siete pronti?

Runa Sandvik

Nata in Norvegia nel 1988, è una esperta di sicurezza informatica, nota come grande sostenitrice della crittografia avanzata. E’ stata tra i primi sviluppatori della rete Onion e del progetto TOR, sistema che aiuta le persone ad aumentare il livello di anonimato e privacy consentendo l’accesso ad internet e alle Darknet.

È stata assunta in passato come Senior Director della sicurezza delle informazioni del New York Times. Nel marzo 2016, assieme a suo marito Michael Auger ha dimostrato come hackerare i fucili intelligenti di precisione TrackingPoint XS1 basati su linux, alterando i parametri di mira attraverso la shell di accesso al sistema.

Attualmente fa parte del comitato di revisione di Black Hat Europe, una manifestazione di sicurezza informatica dal risuono mondiale, oltre ad essere membro del Board dell’APP di messagistica Signal e della Norwegian Online News Association.

Raven Adler

Si tratta di un hacker dotato ed intelligente, diplomata al liceo a soli 14 anni e ha conseguito la laurea a 18 anni. Ha spesso preso parte a conferenze di hacking, ed è stata anche la prima donna ad effettuare uno speech alla DefCon di Las Vegas, uno dei raduni di hacker più prestigiosi al mondo.

Alle domande sul suo aspetto, spesso risponde che le piacerebbe essere conosciuta per il suo lavoro, non per essere una donna. Attualmente, la Adler è specializzata nella protezione dei dati end-to-end, questo l’ha resa famosa all’interno delle grandi organizzazioni per proteggere al meglio le informazioni sensibili.

Lavora come consulente senior per la sicurezza di numerose aziende e continua a tenere conferenze e a pubblicare regolarmente i suoi lavori su riviste del settore.

Gigabyte

Kimberley Vanvaeck, anche conosciuta come Gigabyte, è un hacker belga nota per la scrittura di moltissimi malware di fascia alta oltre che per la lunga controversia con la società di sicurezza Sophos.

Vanvaeck scrisse diversi virus quali Quis, Coconut e YahaSux (anche chiamato Sahay) e creò anche il virus Sharp (chiamato anche “Sharpei”), accreditato come il primo virus ad essere scritto in C#.

A differenza di molti altri virus che intendevano rubare informazioni private per fare soldi, questi virus sono stati usati per distruggere i contenuti presenti all’interno dei computer infetti. Attualmente è accusata di aver rubato e distrutto dati privati oltre ad aver accumulato 3 anni di carcere.

Kristina Svechinskaya

Nata il 16 febbraio 1989, è una ex hacker Russa. Durante gli studi alla New York University, nel 2010 venne accusata di un complotto per frodare le banche britanniche e statunitensi e l’uso di passaporti falsi.

Secondo le accuse, Svechinskaya usò dei malware, virus e trojan per attaccare migliaia di conti bancari per prelevava il denaro per poi spostarli su almeno cinque conti bancari nella Bank of America e Wachovia.

Si stima che assieme al suo gruppo hacker di nove persone, Svechinskaya e soci, abbiano rubato 35 milioni di dollari in totale. Svechinskaya venne soprannominata dai media l’hacker più sexy del mondo per il suo aspetto volgare ma disinvolto ed è stata paragonata ad Anna Chapman, il sexy agente segreto Russo arrestata nel 2010. Il film russo Botnet è parzialmente basato sulla storia di Kristina Svechinskaya.

SandboxEscaper

Si tratta di un ricercatrice statunitense, (noto incubo di Microsoft), ma precedentemente un black hat hacker, che ha divulgato diverse vulnerabilità ZeroDay con tanto di POC (Proof Of Concept ) di sfruttamento, prima che Microsoft avesse prodotto la Fix di sicurezza in un regime di Coordinated Vulnerability Disclosure (CVD).

Le vulnerabilità scoperte da SandboxEscaper sono di alto livello,

tra le quali vulnerabilità scoperte su fix di sicurezza non appena prodotte da Microsoft, per risolvere problemi da lei stessa segnalati.

Si annovera tra queste differenti escalation di privilegi locali, vulnerabilità su Internet Explorer 11 e molto altro ancora. Perché SandboxEscaper ha dedicato così tanto impegno a rilasciare pubblicamente queste informazioni? Sicuramente per dei collegamenti con il Cybercrime e le Darknet oltre ad una ammissione di aver fornito exploit a “persone che odiano gli Stati Uniti”.

Joanna Rutkowska

E’ un’informatica polacca, principalmente conosciuta per le sue ricerche nel campo della vulnerabilità dei sistemi informatici e la diffusione dei malware. Divenne famosa a livello mondiale dopo la conferenza Black Hat a Las Vegas nell’agosto 2006, dove la Rutkowska presentò un attacco sul meccanismo di protezione del Kernel di Windows Vista, con una tecnica soprannominata Blue Pill (Pillola Blu).

Rutkowska ha dimostrato due semplici metodi per hackerare la beta di Windows Vista da poco rilasciata. E’ stata nominata come uno dei Cinque hacker che hanno segnato il 2006. La Rutkowska oggi aiuta i clienti attraverso Invisible Things Lab a Varsavia, una società di sicurezza, fondata nell’aprile del 2007. L’azienda si concentrava nella ricerca di vulnerabilità di sicurezza nei sistemi operativi, oltre a fornire servizi di consulenza.

 

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Sandro Sana 300x300
Membro del gruppo di Red Hot Cyber Dark Lab e direttore del Red Hot Cyber PodCast. Si occupa d'Information Technology dal 1990 e di Cybersecurity dal 2014 (CEH - CIH - CISSP - CSIRT Manager - CTI Expert), relatore a SMAU 2017 e SMAU 2018, docente SMAU Academy & ITS, membro ISACA. Fa parte del Comitato Scientifico del Competence Center nazionale Cyber 4.0, dove contribuisce all’indirizzo strategico delle attività di ricerca, formazione e innovazione nella cybersecurity.
Aree di competenza: Cyber Threat Intelligence, NIS2, Governance & Compliance della Sicurezza, CSIRT & Crisis Management, Ricerca, Divulgazione e Cultura Cyber
Visita il sito web dell'autore

Articoli in evidenza

Immagine del sitoCybercrime
Campagna di phishing su Signal in Europa: sospetto coinvolgimento di attori statali
Bajram Zeqiri - 07/02/2026

Le autorità tedesche hanno recentemente lanciato un avviso riguardante una sofisticata campagna di phishing che prende di mira gli utenti di Signal in Germania e nel resto d’Europa. L’attacco si concentra su profili specifici, tra…

Immagine del sitoInnovazione
Robot in cerca di carne: Quando l’AI affitta periferiche. Il tuo corpo!
Silvia Felici - 06/02/2026

L’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale ha superato una nuova, inquietante frontiera. Se fino a ieri parlavamo di algoritmi confinati dietro uno schermo, oggi ci troviamo di fronte al concetto di “Meatspace Layer”: un’infrastruttura dove le macchine non…

Immagine del sitoCybercrime
DKnife: il framework di spionaggio Cinese che manipola le reti
Pietro Melillo - 06/02/2026

Negli ultimi anni, la sicurezza delle reti ha affrontato minacce sempre più sofisticate, capaci di aggirare le difese tradizionali e di penetrare negli strati più profondi delle infrastrutture. Un’analisi recente ha portato alla luce uno…

Immagine del sitoVulnerabilità
Così tante vulnerabilità in n8n tutti in questo momento. Cosa sta succedendo?
Agostino Pellegrino - 06/02/2026

Negli ultimi tempi, la piattaforma di automazione n8n sta affrontando una serie crescente di bug di sicurezza. n8n è una piattaforma di automazione che trasforma task complessi in operazioni semplici e veloci. Con pochi click…

Immagine del sitoInnovazione
L’IA va in orbita: Qwen 3, Starcloud e l’ascesa del calcolo spaziale
Sergio Corpettini - 06/02/2026

Articolo scritto con la collaborazione di Giovanni Pollola. Per anni, “IA a bordo dei satelliti” serviva soprattutto a “ripulire” i dati: meno rumore nelle immagini e nei dati acquisiti attraverso i vari payload multisensoriali, meno…