
Il 7 agosto, un tribunale della California ha respinto la richiesta di Google di eliminare un contenzioso relativo ad una causa che sostiene che la società avrebbe violato illegalmente la privacy di milioni di persone.
Secondo l’azione collettiva, gli strumenti di Google nelle app hanno continuato a monitorare l’attività su Internet anche dopo aver abilitato la modalità di navigazione in incognito in Chrome o Safari.
La causa è stata intentata nel 2020 chiedendo un risarcimento di ben 5 miliardi di dollari.
Il tribunale ha preso atto delle dichiarazioni nell’informativa sulla privacy di Chrome e di altri servizi su come la modalità di navigazione in incognito limiti l’archiviazione di tali informazioni.
In risposta alla decisione del giudice, un portavoce di Google ha espresso la determinazione dell’azienda a difendere la propria posizione, sottolineando che la modalità di navigazione in incognito offre agli utenti la possibilità di non salvare la propria attività su Internet.
Il giudice ha anche citato le prove dei querelanti secondo cui Google “memorizza i dati di navigazione normali e privati degli utenti negli stessi registri e utilizza questi registri misti per inviare annunci personalizzati”.
In risposta alla sentenza, il portavoce di Google José Castañeda ha fornito la seguente dichiarazione :
“Contestiamo fermamente queste affermazioni e ci difenderemo vigorosamente contro di esse. La modalità di navigazione in incognito in Chrome ti dà la possibilità di navigare in Internet senza che la tua attività venga salvata sul browser o sul dispositivo. Come affermiamo chiaramente ogni volta che apri una nuova scheda in incognito, i siti Web potrebbero essere in grado di raccogliere informazioni sulla tua attività di navigazione durante la sessione.”
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