
Google sta affrontando una nuova indagine da parte dell’antitrust dell’Unione Europea relativa a Google Assistant, ovvero l’assistente vocale predefinito sui dispositivi Android, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa MLex.
Un nuovo caso antitrust dell’UE potrebbe esporre Google di Alphabet Inc ad una multa fino al 10% del suo fatturato globale. Ricordiamoci che Google è stato multato per oltre 8 miliardi di euro (9,5 miliardi di dollari) dalla Commissione europea nell’ultimo decennio in tre casi separati.
La Commissione a giugno ha affermato che la sua indagine di settore sui dispositivi connessi a Internet ha suscitato preoccupazioni tra gli intervistati su alcune pratiche di esclusività degli assistenti vocali, come l’impossibilità per i produttori di dispositivi intelligenti di installare un secondo assistente vocale su un dispositivo.
I dispositivi di assistente vocale più popolari in Europa sono Alexa di Amazon, Siri di Apple e appunto Google Assistant, con il mercato globale che dovrebbe raddoppiare a 8,4 miliardi di dispositivi dai 4,2 miliardi tra il 2020 e il 2024, secondo quanto riporta Statista.
Il garante della concorrenza dell’UE ha chiesto ai produttori dei dispositivi di fornire delle prove sul fatto che siano costretti a preinstallare Google Assistant, di fatto bandendo i rivali dai dispositivi Android.
Google ha affermato che Android offre più scelta rispetto a qualsiasi altra piattaforma mobile.
“I produttori possono scegliere quali assistenti vocali installare sui propri dispositivi e gli utenti possono anche scegliere quali assistenti utilizzare e installare”
ha affermato la società in una e-mail.
La Commissione ha rifiutato di commentare e ha fatto riferimento alla conferenza stampa del capo dell’antitrust dell’UE Margrethe Vestager a giugno sull’indagine di settore.
Non sorprende che gli assistenti vocali possano essere il prossimo grande campo di battaglia tra i colossi tecnologici statunitensi e le autorità di regolamentazione antitrust a causa della quantità di dati generati sui loro utenti, ha affermato Andrea Pomana, partner dello studio legale Beiten Burkhardt.
E siccome tutti i servizi di Google che ruotano attorno ad ADS fanno incetta di informazioni per profilare gli utenti, avere a bordo il proprio assistente vocale consente di migliorare i target in maniera drastica e questo tutti lo sanno bene.
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