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Italia: il Crocevia Strategico per la Sovranità Digitale Europea

6 Novembre 2024 10:01

L’Italia si trova oggi in una posizione chiave per assumere un ruolo strategico nella gestione del traffico dati globale, grazie all’importanza dei cavi sottomarini e alle infrastrutture digitali sul suo territorio. Il sottosegretario Alessio Butti, durante il recente G7 su Tecnologia e Digitale a Cernobbio, ha delineato un piano ambizioso per consolidare la posizione dell’Italia come hub per la sovranità digitale europea, con un occhio attento alle opportunità offerte dai cavi sottomarini e ai nuovi investimenti di giganti della tecnologia come Google.

Si tratta di un piano che unisce insieme dei punti di vista strategici, Tattici e operativi, come riporta Pierguido Iezzi all’interno di un suo post sul social network professionale Linikedin.

Strategico: Rafforzare le infrastrutture per la resilienza digitale

L’Italia ha compiuto un balzo nelle infrastrutture digitali di importanza strategica per il Paese. Grazie alla sua posizione nel Mediterraneo, l’Italia gestisce il 16% del traffico dati globale, che transita attraverso i cavi sottomarini. La possibilità di rafforzare queste infrastrutture e i data center, come annunciato da Butti, rappresenta un passo fondamentale per aumentare la resilienza e la sicurezza della rete italiana in un contesto geopolitico in continuo cambiamento.

Tattico: Controllo diretto delle infrastrutture per la sovranità

L’importanza dei cavi sottomarini non è sfuggita al G7, dove il tema è stato discusso insieme alle questioni di regolamentazione dell’Intelligenza Artificiale. Alessio Butti ha evidenziato che il governo non da oggi ritiene strategica l’azienda Sparkle che già opera in joint venture con importanti aziende straniere. Il controllo diretto delle infrastrutture, affidato a partner nazionali e fidati come Sparkle, e l’interesse di Google e di altri “hyperscaler” a stabilire basi operative in Italia, confermano l’importanza strategica di questi asset per la sovranità digitale del Paese. Durante l’evento, Butti ha sottolineato che dal 95 al 99% del traffico internet passa sotto i cavi sottomarini, e Google è ovviamente interessata.

Operativo: Investimenti e attrazione di capitali tecnologici

Oltre alla presenza di Google, che sta valutando di stabilire basi in Sicilia, altri grandi investitori globali stanno guardando all’Italia come possibile hub per la connettività. Come dichiarato da Butti, Dopo Microsoft, che ha annunciato l’investimento nei data center in Italia, ora Google vuole investire in Italia e in particolare nei cavi sottomarini. Il potenziamento delle infrastrutture digitali italiane può attrarre ulteriori investimenti esteri e stimolare la crescita di un ecosistema di innovazione, creando occupazione qualificata e favorendo lo sviluppo tecnologico.

Durante il G7, Butti ha anche tenuto un incontro bilaterale con l’ambasciatore statunitense Fick, annunciando la firma imminente di un importante accordo sui cavi sottomarini. Questa collaborazione è vista come una “straordinaria possibilità” per il Paese, che attualmente attrae sempre più investitori grazie alle sue infrastrutture avanzate.

Con una strategia chiara e il supporto di attori globali, il Paese punta a diventare un pilastro per la connettività e l’innovazione digitale in Europa e nel Mediterraneo.

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Sandro Sana 300x300
Membro del gruppo di Red Hot Cyber Dark Lab e direttore del Red Hot Cyber PodCast. Si occupa d'Information Technology dal 1990 e di Cybersecurity dal 2014 (CEH - CIH - CISSP - CSIRT Manager - CTI Expert), relatore a SMAU 2017 e SMAU 2018, docente SMAU Academy & ITS, membro ISACA. Fa parte del Comitato Scientifico del Competence Center nazionale Cyber 4.0, dove contribuisce all’indirizzo strategico delle attività di ricerca, formazione e innovazione nella cybersecurity.
Aree di competenza: Cyber Threat Intelligence, NIS2, Governance & Compliance della Sicurezza, CSIRT & Crisis Management, Ricerca, Divulgazione e Cultura Cyber
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