
L’11 maggio il Parlamento europeo ha adottato le prime regole al mondo per l’intelligenza artificiale (AI Act). Le regole mirano a garantire la sicurezza, la trasparenza e l’etica dell’IA in Europa. Le norme prevedono un approccio basato sul rischio e stabiliscono obblighi per i fornitori e gli utenti di IA in base al livello di rischio che l’IA può comportare.
La legge sull’intelligenza artificiale ha un’ampia giurisdizione e si applica non solo alle società nell’UE, ma anche alle organizzazioni che hanno sede in paesi terzi se i loro sistemi di intelligenza artificiale sono destinati all’uso nell’UE o rientrano nel diritto dell’UE ai sensi del diritto internazionale.
Ciò significa che le aziende e gli sviluppatori statunitensi che offrono i propri prodotti o servizi di intelligenza artificiale al mercato europeo devono rispettare tutti i requisiti dell’atto dell’UE.
L’AI Act potrebbe avere un impatto particolarmente grave su aziende e sviluppatori americani impegnati in modelli di IA generativa, come GPT-3 di OpenAI o BARD di Google , che vengono utilizzati per generare testo, immagini, suoni e altri formati.
Vale la pena notare che le aziende americane che offrono i loro modelli tramite l’API o sotto il modello open source dovranno affrontare grandi difficoltà, poiché l’AI Act contiene diversi divieti:
L’AI Act è un disegno di legge ambizioso e controverso che potrebbe avere implicazioni pericolose per lo sviluppo e l’uso dell’IA in Europa.
La legge tenta di bilanciare gli obiettivi di promozione dell’IA e affrontare i rischi associati alle applicazioni di intelligenza artificiale. L’atto ha anche il potenziale per minare la capacità di innovazione e la competitività del settore europeo dell’IA, creare barriere alla collaborazione e alla condivisione delle conoscenze con i partner statunitensi e promuovere l’IA insicura. Il disegno di legge richiede ulteriori discussioni e chiarimenti prima della sua adozione definitiva.
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