Red Hot Cyber
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza. La vera forza della cybersecurity risiede nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza.
La vera forza della cybersecurity risiede
nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
Impatto globale dell’AI Act: Cosa significa per le aziende di intelligenza artificiale americane

Impatto globale dell’AI Act: Cosa significa per le aziende di intelligenza artificiale americane

23 Maggio 2023 10:41

L’11 maggio il Parlamento europeo ha adottato le prime regole al mondo per l’intelligenza artificiale (AI Act). Le regole mirano a garantire la sicurezza, la trasparenza e l’etica dell’IA in Europa. Le norme prevedono un approccio basato sul rischio e stabiliscono obblighi per i fornitori e gli utenti di IA in base al livello di rischio che l’IA può comportare.

La legge sull’intelligenza artificiale ha un’ampia giurisdizione e si applica non solo alle società nell’UE, ma anche alle organizzazioni che hanno sede in paesi terzi se i loro sistemi di intelligenza artificiale sono destinati all’uso nell’UE o rientrano nel diritto dell’UE ai sensi del diritto internazionale. 

Ciò significa che le aziende e gli sviluppatori statunitensi che offrono i propri prodotti o servizi di intelligenza artificiale al mercato europeo devono rispettare tutti i requisiti dell’atto dell’UE.

L’AI Act potrebbe avere un impatto particolarmente grave su aziende e sviluppatori americani impegnati in modelli di IA generativa, come GPT-3 di OpenAI o BARD di Google , che vengono utilizzati per generare testo, immagini, suoni e altri formati. 

Vale la pena notare che le aziende americane che offrono i loro modelli tramite l’API o sotto il modello open source dovranno affrontare grandi difficoltà, poiché l’AI Act contiene diversi divieti:

  • L’AI Act vieta di fornire l’accesso ai modelli generativi tramite un’API che consente a terzi di utilizzare il modello senza installarlo sul proprio hardware;
  • E’ altresì vietata la distribuzione di tali modelli attraverso fonti aperte (open source), se non sono stati certificati nell’UE;
  • L’AI Act richiede anche la divulgazione di informazioni tecniche riservate sul modello a terzi che desiderano ottenere una licenza per utilizzare il modello;
  • L’AI Act richiede che i modelli vengano ri-certificati nel caso in cui mostrino abilità inaspettate o ricevano ulteriore addestramento. Questo può essere un problema per quei modelli che utilizzano la tecnica LoRA (Learning on Random Access), che consente di aggiungere in modo rapido ed economico nuove informazioni e funzionalità al modello;

L’AI Act è un disegno di legge ambizioso e controverso che potrebbe avere implicazioni pericolose per lo sviluppo e l’uso dell’IA in Europa.

La legge tenta di bilanciare gli obiettivi di promozione dell’IA e affrontare i rischi associati alle applicazioni di intelligenza artificiale. L’atto ha anche il potenziale per minare la capacità di innovazione e la competitività del settore europeo dell’IA, creare barriere alla collaborazione e alla condivisione delle conoscenze con i partner statunitensi e promuovere l’IA insicura. Il disegno di legge richiede ulteriori discussioni e chiarimenti prima della sua adozione definitiva.

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Silvia Felici 150x150
Red Hot Cyber Security Advisor, Open Source e Supply Chain Network. Attualmente presso FiberCop S.p.A. in qualità di Network Operations Specialist, coniuga la gestione operativa di infrastrutture di rete critiche con l'analisi strategica della sicurezza digitale e dei flussi informativi.
Aree di competenza: Network Operations, Open Source, Supply Chain Security, Innovazione Tecnologica, Sistemi Operativi.
Visita il sito web dell'autore

Articoli in evidenza

Immagine del sitoInnovazione
Aperti i battenti del primo negozio di robot umanoidi al mondo in Cina. Saremo pronti?
Carolina Vivianti - 30/01/2026

Alle dieci del mattino, a Wuhan, due robot umanoidi alti 1,3 metri iniziano a muoversi con precisione. Girano, saltano, seguono il ritmo. È il segnale di apertura del primo negozio 7S di robot umanoidi del…

Immagine del sitoCyber Italia
Azienda automotive italiana nel mirino degli hacker: in vendita l’accesso per 5.000 dollari
Luca Stivali - 30/01/2026

Il 29 gennaio 2026, sul forum BreachForums, l’utente p0ppin ha pubblicato un annuncio di vendita relativo a un presunto accesso amministrativo non autorizzato ai sistemi interni di una “Italian Car Company”. Come spesso accade in questo tipo di annunci, nessun riferimento…

Immagine del sitoCyber News
Ivanti corre ai ripari: falle zero-day colpiscono l’Endpoint Manager Mobile
Redazione RHC - 30/01/2026

Ivanti ha rilasciato una serie di aggiornamenti critici per arginare due vulnerabilità di sicurezza che hanno colpito Ivanti Endpoint Manager Mobile (EPMM). Si tratta di falle sfruttate attivamente in attacchi zero-day, una criticità tale da…

Immagine del sitoCultura
Elk Cloner: Il primo virus informatico della storia nacque come uno scherzo
Silvia Felici - 30/01/2026

Alla fine degli anni 90, Internet era ancora piccolo, lento e per pochi. In quel periodo, essere “smanettoni” significava avere una conoscenza tecnica che sembrava quasi magia agli occhi degli altri. Non era raro che…

Immagine del sitoCultura
Oggi nasceva Douglas Engelbart: l’uomo che ha visto e inventato il futuro digitale
Massimiliano Brolli - 30/01/2026

Certe volte, pensandoci bene, uno si chiede come facciamo a dare per scontato il mondo che ci circonda. Tipo, clicchiamo, scorriamo, digitiamo, e tutto sembra così naturale, quasi fosse sempre stato qui. E invece no,…