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Il malware in un iPhone può funzionare anche se il dispositivo è spento

Il malware in un iPhone può funzionare anche se il dispositivo è spento

20 Maggio 2022 08:51

I ricercatori della TU Darmstadt hanno sviluppato malware per l’iPhone che può essere eseguito anche quando il dispositivo è spento.

Tutto è iniziato quando i ricercatori hanno studiato l’implementazione della modalità a basso consumo (LPM) su iPhone e hanno scoperto che comporta seri rischi per la sicurezza e consente persino agli aggressori di eseguire malware su dispositivi spenti. 

Gli esperti affermano che questi rischi non possono essere ignorati, soprattutto quando si tratta di giornalisti, attivisti e altri che potrebbero essere presi di mira da aggressori ben finanziati.

L’analisi degli esperti ha rilevato che su un iPhone con iOS 15, le comunicazioni wireless Bluetooth, NFC e a banda ultra larga (UWB) rimangono attive anche dopo lo spegnimento del dispositivo.

“I chip Bluetooth e UWB sono cablati al Secure Element (SE) nel chip NFC e memorizzano i segreti che devono essere disponibili nell’LPM. Poiché il supporto LPM è implementato nell’hardware, non può essere disabilitato modificando i componenti software. Di conseguenza, non ci si può più fidare degli attuali iPhone”

si legge nel rapporto del team di ricerca.

Giunti a questa conclusione, i ricercatori hanno testato il funzionamento delle applicazioni utilizzando LPM (ad esempio, Find My) e hanno anche valutato il loro impatto sulla sicurezza dell’hardware e del firmware.

Poiché l’attacco descritto nel rapporto è ancora una PoC, nell’ambito della loro analisi, gli esperti hanno suggerito che l’attaccante deve avere già un accesso privilegiato al firmware, in modo da inviare comandi speciali, modificare l’immagine del firmware o eseguire codice. Si è scoperto che se il firmware è stato compromesso, l’attaccante può mantenere un certo controllo sul dispositivo della vittima anche dopo che è stato spento, e questo può essere abbastanza utile per exploit persistenti.

Nel caso del componente hardware, i ricercatori hanno suggerito che un utente malintenzionato non potrebbe compromettere direttamente l’hardware. Quindi si sono concentrati nel determinare quali componenti possono essere abilitati all’insaputa degli utenti e quali applicazioni possono essere utilizzate.

Il rapporto descrive in dettaglio come il firmware Bluetooth LPM può essere modificato per eseguire malware su iPhone 13 anche quando il dispositivo è spento. Gli scienziati spiegano che un tale attacco è possibile a causa del fatto che il firmware non è firmato e crittografato e l’avvio sicuro non è nemmeno abilitato per il chip Bluetooth.

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Marcello Filacchioni 300x300
ICT CISO e Cyber Security Manager con oltre vent’anni di esperienza tra settore pubblico e privato, ha guidato progetti di sicurezza informatica per realtà di primo piano. Specializzato in risk management, governance e trasformazione digitale, ha collaborato con vendor internazionali e startup innovative, contribuendo all’introduzione di soluzioni di cybersecurity avanzate. Possiede numerose certificazioni (CISM, CRISC, CISA, PMP, ITIL, CEH, Cisco, Microsoft, VMware) e svolge attività di docenza pro bono in ambito Cyber Security, unendo passione per l’innovazione tecnologica e impegno nella diffusione della cultura della sicurezza digitale.
Aree di competenza: Cyber Security Strategy & Governance, Vulnerability Management & Security Operations. 

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