Red Hot Cyber
Sicurezza Informatica, Notizie su Cybercrime e Analisi Vulnerabilità

Il cybercrime prende di mira i migliori dirigenti su Office 365 con lo schema di bypass MFA

6 Settembre 2022 07:43

Uno schema di compromissione della posta elettronica aziendale rivolto a CEO e CFO che utilizzano su Microsoft Office 365 combina il phishing con un attacco man-in-the-middle per sconfiggere l’autenticazione a più fattori.

Questi attacchi sfruttano una supervisione della progettazione di Microsoft 365 che consente ai malintenzionati di compromettere gli account con MFA abilitato e ottenere la persistenza nei sistemi delle vittime aggiungendo un nuovo metodo di autenticazione compromesso che consente loro di tornare in qualsiasi momento. 

Questo secondo i ricercatori di sicurezza di Mitiga, che a quanto pare hanno individuato sia la campagna che il difetto di Microsoft 365.

“Sfruttando questo accesso illimitato, gli aggressori monitorano gli account e-mail della vittima fino a quando sta per verificarsi una transazione sostanziale, quindi inviano un’e-mail fraudolenta chiedendo il cambio del conto bancario di destinazione a un account che controlla gli aggressori, rubando di fatto quei fondi”

Hanno spiegato la società di risposta agli incidenti, aggiungendo che questa campagna è ormai diffusa su Internet e mira a grandi transazioni fino a diversi milioni di dollari ciascuna.

In primo luogo, la vittima riceve un’e-mail di phishing che sembra provenire da DocuSign e ha persino un indirizzo “docusign.net” legittimo, ma è falso. I ricercatori di Mitiga hanno notato che Microsoft ha contrassegnato questa e-mail come tentativo di phishing, ma non è stata bloccata a causa di un’errata configurazione nell’ambiente client.

L’e-mail fasulla di DocuSign include un collegamento “Revisione documento”, che indirizza la vittima a un server controllato da un utente malintenzionato (questo si trovava a Singapore). Dopo aver fatto clic sul collegamento dannoso, viene chiesto di accedere al proprio account Microsoft utilizzando il nome utente e la password sul dispositivo di autenticazione a più fattori per autorizzare l’accesso. 

In realtà, il nome utente e la password erano stati raccolti dal server e inviati a Microsoft, generando la richiesta di autorizzazione MFA che è stata accettata, registrando l’utente e generando un cookie di sessione che al suo ritorno dai server Microsoft è stato intercettato e utilizzato dai malintenzionati.

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Sandro Sana 300x300
Membro del gruppo di Red Hot Cyber Dark Lab e direttore del Red Hot Cyber PodCast. Si occupa d'Information Technology dal 1990 e di Cybersecurity dal 2014 (CEH - CIH - CISSP - CSIRT Manager - CTI Expert), relatore a SMAU 2017 e SMAU 2018, docente SMAU Academy & ITS, membro ISACA. Fa parte del Comitato Scientifico del Competence Center nazionale Cyber 4.0, dove contribuisce all’indirizzo strategico delle attività di ricerca, formazione e innovazione nella cybersecurity.
Aree di competenza: Cyber Threat Intelligence, NIS2, Governance & Compliance della Sicurezza, CSIRT & Crisis Management, Ricerca, Divulgazione e Cultura Cyber
Visita il sito web dell'autore

Articoli in evidenza

Immagine del sitoInnovazione
Robot in cerca di carne: Quando l’AI affitta periferiche. Il tuo corpo!
Silvia Felici - 06/02/2026

L’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale ha superato una nuova, inquietante frontiera. Se fino a ieri parlavamo di algoritmi confinati dietro uno schermo, oggi ci troviamo di fronte al concetto di “Meatspace Layer”: un’infrastruttura dove le macchine non…

Immagine del sitoCybercrime
DKnife: il framework di spionaggio Cinese che manipola le reti
Pietro Melillo - 06/02/2026

Negli ultimi anni, la sicurezza delle reti ha affrontato minacce sempre più sofisticate, capaci di aggirare le difese tradizionali e di penetrare negli strati più profondi delle infrastrutture. Un’analisi recente ha portato alla luce uno…

Immagine del sitoVulnerabilità
Così tante vulnerabilità in n8n tutti in questo momento. Cosa sta succedendo?
Agostino Pellegrino - 06/02/2026

Negli ultimi tempi, la piattaforma di automazione n8n sta affrontando una serie crescente di bug di sicurezza. n8n è una piattaforma di automazione che trasforma task complessi in operazioni semplici e veloci. Con pochi click…

Immagine del sitoInnovazione
L’IA va in orbita: Qwen 3, Starcloud e l’ascesa del calcolo spaziale
Sergio Corpettini - 06/02/2026

Articolo scritto con la collaborazione di Giovanni Pollola. Per anni, “IA a bordo dei satelliti” serviva soprattutto a “ripulire” i dati: meno rumore nelle immagini e nei dati acquisiti attraverso i vari payload multisensoriali, meno…

Immagine del sitoCyber Italia
Truffe WhatsApp: “Prestami dei soldi”. Il messaggio che può svuotarti il conto
Silvia Felici - 06/02/2026

Negli ultimi giorni è stato segnalato un preoccupante aumento di truffe diffuse tramite WhatsApp dal CERT-AGID. I messaggi arrivano apparentemente da contatti conosciuti e richiedono urgentemente denaro, spesso per emergenze come spese mediche improvvise. La…