Red Hot Cyber
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza. La vera forza della cybersecurity risiede nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza.
La vera forza della cybersecurity risiede
nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
LECS 970x120 1
HackTheBox 320x100 1
Hacktivisti a Sostegno delle Rivolte in Bangladesh: Escalation di Violenza e Cyber Attacchi

Hacktivisti a Sostegno delle Rivolte in Bangladesh: Escalation di Violenza e Cyber Attacchi

24 Luglio 2024 07:43

Autori: Roland Kapidani ed Edoardo Faccioli

Dopo gli eventi di rivolta che hanno caratterizzato i giorni precedenti, molti gruppi hacktivisti hanno iniziato a lavorare per difendere e supportare tutte le attività che possano aiutare a ottenere ciò per cui gli studenti lavorano e lottano da tempo.

Le rivolte, come spiegato in precedenza in un articolo già pubblicato sul nostro blog, Bangladesh e Rivolte , hanno preso una direzione sempre più violenta , portando a un’escalation crescente e causando la morte di diverse persone durante gli scontri (ad oggi si parla di più di 147 morti).

Come si stanno muovendo gli Hacktivisti


Cyber Offensive Fundamentale Ethical Hacking 02

Avvio delle iscrizioni al corso Cyber Offensive Fundamentals
Vuoi smettere di guardare tutorial e iniziare a capire davvero come funziona la sicurezza informatica?
La base della sicurezza informatica, al di là di norme e tecnologie, ha sempre un unico obiettivo: fermare gli attacchi dei criminali informatici. Pertanto "Pensa come un attaccante, agisci come un difensore". Ti porteremo nel mondo dell'ethical hacking e del penetration test come nessuno ha mai fatto prima. Per informazioni potete accedere alla pagina del corso oppure contattarci tramite WhatsApp al numero 379 163 8765 oppure scrivendoci alla casella di posta [email protected].


Supporta Red Hot Cyber attraverso: 

  1. L'acquisto del fumetto sul Cybersecurity Awareness
  2. Ascoltando i nostri Podcast
  3. Seguendo RHC su WhatsApp
  4. Seguendo RHC su Telegram
  5. Scarica gratuitamente “Byte The Silence”, il fumetto sul Cyberbullismo di Red Hot Cyber

Se ti piacciono le novità e gli articoli riportati su di Red Hot Cyber, iscriviti immediatamente alla newsletter settimanale per non perdere nessun articolo. La newsletter generalmente viene inviata ai nostri lettori ad inizio settimana, indicativamente di lunedì.

L’hacktivismo ha spesso (ma non sempre) come bersaglio diretto obiettivi governativi o aziendali considerati oppressivi. I metodi degli hacktivisti possono includere il furto di dati, attacchi DDoS (Distributed Denial of Service), defacement di siti web o l’uso dei social media per diffondere consapevolezza su una causa a loro cara.

I principali gruppi di hacktivisti hanno iniziato fin da subito a collaborare tra loro e a portare a termine numerosi attacchi. Ormai, molti gruppi utilizzano vari canali Telegram per comunicare tra di loro, con i membri del gruppo e con i semplici sostenitori.

La presenza di diversi messaggi come questo, che annunciano alleanze o rivendicazioni di attacchi eseguiti in collaborazione tra più forze criminali, sta diventando sempre più frequente.

Oggi, gli hacktivisti stanno evolvendo sempre più, arrivando a compiere attacchi di vario tipo, come attacchi DDoS per mettere in ginocchio la disponibilità e raggiungibilità dei servizi più critici, e attacchi di tipo intrusivo per estorcere e rubare il maggior numero possibile di dati sensibili dai governi e dai paesi presi di mira.

In aggiunta, hacktivisti come “Alixsec” svolgono attività di intelligence e ricerca anche sulle persone chiave coinvolte in conflitti statali e non statali. Questa attività, sempre più pressante, porta alla condivisione di tutte le informazioni personali e sensibili del bersaglio scelto dai criminali, arrivando perfino a fare allusioni alla sua cattura.

Le persone chiave prese come bersaglio da parte degli hacktivisti

Sui principali canali Telegram, l’attività di hacktivismo a favore degli studenti del Bangladesh sta proseguendo con la ricerca delle persone chiave responsabili dell’oppressione e delle escalation contro le proteste.

Come vediamo dalle immagini elencate sopra, notiamo che il gruppo di hacker pubblica informazioni sempre più dettagliate delle persone da loro scelte e identificate come importanti nel conflitto tra stato e studenti. Inoltre, nei messaggi vengono fatti riferimenti alla possibile cattura ed eliminazione di tali individui e, talvolta, anche dei loro familiari. Come si può notare dalle foto, gli hacktivisti pubblicano tutte le informazioni private in loro possesso, come immagini, indirizzi di abitazione e di lavoro, email, numeri di telefono, nomi e cognomi dei familiari e, talvolta, anche le credenziali di accesso agli account personali delle vittime.

Le ricerche di queste informazioni sono effettuate con molteplici tecniche, dalle ricerche OSINT (Open Source Intelligence) a veri e propri attacchi per infiltrarsi nelle reti governative o delle organizzazioni prese di mira ed estorcere quante più informazioni possibili. Un esempio è il furto di database appartenenti alla polizia del Bangladesh e all’associazione Chhatra League (BSL).

Questo tipo di attività genera molto interesse e numerose interazioni tra i vari seguaci dei gruppi di hacktivisti, come si può vedere dai numerosi commenti. Queste interazioni potrebbero portare a comportamenti e ripercussioni di vario tipo, anche al di fuori della rete e dei social network.

Composizione e comportamento dei gruppi

I gruppi sono composti da persone miste e non solo da hacker, questo lo si può notare dalla preparazione tecnica e dai messaggi riportati. Quello che gli accomuna invece è proprio la volontà di opporsi e farsi giustizia da soli.

Dall’analisi  dei commenti possiamo vedere come i toni crescano ancora di più. Il loro obiettivo principale  è quello di formare gruppi, riempire le piazze (anche straniere ed europee) ed agire in maniera forte e decisa contro coloro che chiamano i “fascisti”.

Come riportato delle immagini di cui sopra i commenti richiamano alla mobilitazione su tutti i livelli con l’obiettivo principale di fare cadere il governo attuale.

Per dare forza alla loro posizione ed ottenere ancora più consenso spesso pubblicano articoli come questi di “The Mirror Asia” dove 

Come potete vedere si tende a riportare articoli forti e molto sensibili (anche se non verificati e con assenza di dettagli) come quello del bambino di 10/11 anni di cui sopra.

Conclusioni

Come RHC ci teniamo a rimarcare come oggi più che mai, non possiamo pensare all’Hacker come una persona singola chiusa in una stanza buia con il suo PC, tanto meno che i danni che possono effettuare riguardano solo ai dispositivi informatici. Dobbiamo realizzare il fatto che gli Hacker e soprattutto gli Hacktivisti lavorano principalmente in gruppi e i loro obiettivi finali non sono i dispositivi IT, bensì le persone nel mondo fisiche in carne ed ossa.

Quanto riportato per il Bangladesh non è un caso isolato, ma anzi segue il trend degli ultimi 2 anni, dove abbiamo osservato un aumento significativo dell’attività di Hacktivismo a causa delle guerre in corso e dei conflitti geopolitici in varie regioni. Dall’inizio della guerra contro l’Ucraina, abbiamo assistito a una notevole mobilitazione di attori non statali e sostenuti dallo stato, che hanno formato nuovi gruppi o si sono uniti a collettivi di hacker esistenti.

Infatti come si può notare dal report di Orange Cyberdefense, nel periodo 2023/2024 noi europei rappresentiamo la regione più colpita dagli Hacktivisti con l’Ucraina come principale target di queste attività:

https://twitter.com/orangecyberdef/status/1759522016497979473/photo/1

A tal proposito per conoscere un pò più da vicino questi gruppi, vi invitiamo per chi non lo avesse fatto di leggere il nostro articolo/ intervista “Parla AzzaSec! RHC intervista gli Hacktivisti Italiani pro Palestina e Russia, affiliati a NoName057(16)

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Roland Kapidani 300x300
Lavoro nel campo informatico dal 2004 con un focus particolare sul Networking. Dal 2010 lavoro per Guglielmo SRL dove ricopro il ruolo di CISO Sono anche il CEO di un azienda di service desk specialistico
Visita il sito web dell'autore

Articoli in evidenza

Immagine del sitoCybercrime
Quando l’individuazione degli attacchi diventa automatizzata, il rilevamento smette di scalare
Alexander Rogan - 08/01/2026

Per gran parte degli ultimi due decenni, la sicurezza informatica si è fondata su un presupposto fondamentale: le attività malevole possono essere individuate, analizzate e contrastate prima che producano danni significativi. Questo assunto ha modellato…

Immagine del sitoCybercrime
VMware ESXi violato dall’interno: quando l’isolamento delle VM smette di esistere
Redazione RHC - 08/01/2026

Un nuovo report pubblicato dall’Huntress Tactical Response Team documenta un’intrusione estremamente sofisticata individuata nel dicembre 2025, nella quale un attore avanzato è riuscito a compromettere un’infrastruttura VMware ESXi sfruttando una VM escape, ovvero l’evasione da…

Immagine del sitoCybercrime
NPM Supply Chain Attack 2025: analisi tecnica, impatto reale e come evolvono le difese
Redazione RHC - 08/01/2026

In un ecosistema digitale sempre più interconnesso, le aziende dipendono da reti di fornitori e partner per operare in modo efficiente. Tuttavia, questa interdipendenza ha trasformato la supply chain in un nuovo perimetro critico della…

Immagine del sitoCybercrime
BSOD fake e phishing perfetto: così una mail Booking.com infetta i sistemi Windows
Redazione RHC - 07/01/2026

Un messaggio di cancellazione da Booking.com con una penale elevata sembra una pratica commerciale tipica di hotel e appartamenti. Ma è proprio questo tipo di email a dare il via a una nuova campagna malware,…

Immagine del sitoHacking
Mai più in ostaggio delle AI in Windows 11. Uno script consente di disattivarle tutte
Redazione RHC - 07/01/2026

Un nuovo script open source consente agli utenti di Windows 11 di disattivare in modo esteso le funzionalità di intelligenza artificiale integrate nel sistema operativo. Il progetto, sviluppato da Zoicware, si chiama RemoveWindowsAI e nasce…