
Un nuovo documento contiene raccomandazioni per l’Unione Europea su come proteggere gli Stati membri dagli attacchi informatici che utilizzeranno la tecnologia quantistica. Il rapporto dal titolo “A Quantum Cybersecurity agenda for Europe“ è stato scritto da Andrea G. Rodriguez, Lead Digital Policy Analyst presso l’European Policy Center.
Sottolinea la necessità di sviluppare un nuovo piano d’azione coordinato dell’UE per introdurre tecnologie quantistiche sicure prima del cosiddetto “quantum day”, il momento in cui i computer quantistici possono violare gli algoritmi crittografici esistenti.

Gli esperti ritengono che ciò accadrà entro i prossimi 5-10 anni, mettendo potenzialmente a rischio tutte le informazioni digitali con gli attuali protocolli di crittografia.
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Nella sua presentazione, Rodriguez ha affermato che l’impatto dell’informatica quantistica “è rimasto in gran parte indiscusso” a livello politico dell’UE. In quanto tale, ciò si traduce nell’assenza di una strategia per contrastare le minacce a breve termine, come gli “attacchi di data mining”, nonché la completa impotenza a lungo termine”.
Sebbene alcuni paesi dell’UE abbiano già presentato le loro proposte su come risolvere il problema del “quantum day”, Rodriguez ha osservato che fino a quando l’UE non solleverà ufficialmente questo problema per una discussione pubblica, non ci si può aspettare lo sviluppo di strategie veramente di alta qualità.
Il rapporto di Rodriguez riconosce formalmente che gli Stati Uniti stanno ora aprendo la strada alla transizione verso la sicurezza informatica post-quantistica. Il National Institute of Standards and Technology (NIST) sta lavorando attivamente allo sviluppo di uno standard di crittografia post-quantistica (PQC) e un anno fa ha selezionato un gruppo di strumenti di crittografia che potrebbero potenzialmente resistere a un attacco informatico quantistico.
E nel dicembre 2022, il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha firmato il Quantum Computing Security Preparations Act, che stabilisce una serie di obblighi per le agenzie federali per preparare la loro transizione alla crittografia quantistica.
Rodriguez sostiene che l’UE potrebbe svolgere un ruolo chiave “nella condivisione delle informazioni, nel trasferimento delle migliori pratiche e nel raggiungere un approccio comune nella transizione quantistica” tra gli Stati membri se dovesse agire in modo responsabile.
A tal fine, la relazione propone sei raccomandazioni per la cibersicurezza quantistica dell’UE:
Rodriguez ha concluso la sua presentazione con la seguente dichiarazione: “Le sfide che il calcolo quantistico pone alla sicurezza informatica europea possono sembrare lontane, ma la capacità dell’UE di rilevarle, proteggerle e risolverle in futuro inizia con l’adozione delle necessarie misure di mitigazione ora”.
“Pertanto, l’agenda della sicurezza informatica quantistica è fondamentale per la sicurezza economica dell’Europa in un ambiente geopolitico in rapida evoluzione. L’Europa deve agire immediatamente”, ha concluso l’analista.
Come abbiamo spesso riportato su RHC, è ancora incerto se il quantum computing permetterà di raggiungere gli obiettivi prefissati. A livello di ricerca, l’instabilità dei qubit impedisce attualmente di avere computer quantistici performanti e affidabili, capaci di affrontare e violare un algoritmo di cifratura all’avanguardia. Pertanto, l’autore del documento solleva un grido di allarme, sottolineando la necessità di adottare politiche in grado di implementare una strategia che possa affrontare i computer quantistici ancor prima che diventino una realtà.
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