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Gli hacker israeliani della IDF hackerano la torre di controllo Libanese di Beirut-Rafic Hariri

29 Settembre 2024 11:51

Le tensioni in Medio Oriente sono aumentate sabato quando i media israeliani hanno riferito che le forze israeliane avrebbero violato la rete di comunicazioni della torre di controllo dell’aeroporto internazionale di Beirut-Rafic Hariri. L’incidente è avvenuto quando un aereo cargo iraniano, operato da “Qasem Air“, numero di volo QFZ9964, si stava avvicinando a Beirut per l’atterraggio.

Secondo quanto riportato, le forze israeliane hanno hackerato il sistema di comunicazione dell’aeroporto e hanno emesso un avviso, affermando che non avrebbero permesso all’aereo iraniano di atterrare. Il messaggio avrebbe anche incluso una minaccia di attaccare l’aeroporto se l’aereo avesse continuato il suo avvicinamento.

Il ministro dei trasporti libanese, Ali Hamieh, ha confermato l’incidente al quotidiano libanese “An-Nahar”. Ha affermato che le Forze di difesa israeliane (IDF) hanno intercettato la frequenza radio dell’aeroporto, inviando un avviso alla torre di controllo. Come risultato delle minacce, l’aereo iraniano ha invertito la rotta ed è tornato a Teheran, evitando lo spazio aereo libanese.

L’aereo in questione, identificato come un aereo cargo civile, era in rotta per consegnare merci in Libano, sebbene la natura esatta del carico non sia stata ancora verificata. L’incidente segna uno sviluppo significativo nelle tensioni geopolitiche in corso tra Israele e Iran, che spesso si manifestano nello spazio aereo libanese.

Escalation delle tensioni regionali

Questo incidente avviene in un momento in cui sia Israele che l’Iran sono coinvolti in un conflitto in corso, principalmente a causa dell’influenza dell’Iran in Libano e Siria.

Israele ha ripetutamente accusato l’Iran di utilizzare voli cargo civili per contrabbandare armi ed equipaggiamento militare a Hezbollah, un gruppo militante libanese sostenuto da Teheran. Sebbene l’IDF non abbia commentato ufficialmente questo specifico incidente, esso fa parte di una più ampia politica israeliana volta a contrastare la crescente influenza regionale dell’Iran.

La presunta violazione delle comunicazioni evidenzia la natura ad alto rischio del controllo dello spazio aereo nella regione. L’aeroporto internazionale di Beirut è un hub vitale per i viaggi aerei civili, ma è stato anche un punto focale di preoccupazioni per la sicurezza, dove Libano e Israele rimangono in bilico su potenziali azioni militari.

Reazioni diplomatiche e potenziali ripercussioni

Il governo libanese deve ancora rilasciare una dichiarazione ufficiale sull’incidente, oltre alle osservazioni del ministro Hamieh, ma si prevede che causerà notevoli attriti diplomatici. L’Iran potrebbe considerare questa azione come una provocazione diretta e una violazione del diritto internazionale, poiché il traffico aereo civile è stato interrotto e minacciato con la forza militare.

Per il Libano, questa intrusione nel suo spazio aereo e nella rete di comunicazione rappresenta una grave violazione della sovranità. L’aeroporto internazionale Beirut-Rafic Hariri funge da principale porta d’accesso del paese al mondo e qualsiasi minaccia alle sue operazioni potrebbe avere implicazioni più ampie per l’economia e la sicurezza del Libano.

Il quadro generale

Questo incidente sottolinea la guerra segreta in corso tra Israele e Iran, che spesso si svolge attraverso attacchi aerei, attacchi informatici e influenza regionale. Israele ha spesso lanciato attacchi contro le milizie sostenute dall’Iran in Siria e ha intercettato numerosi presunti trasferimenti di armi a Hezbollah. L’IDF considera Hezbollah, che ha una presenza significativa nel Libano meridionale, come una delle minacce più immediate alla sicurezza israeliana.

Mentre le tensioni continuano a crescere, la regione potrebbe essere trascinata più vicina a un conflitto aperto, soprattutto se incidenti come questo diventano più frequenti. Sia Israele che l’Iran hanno dimostrato una riluttanza alla de-escalation, e il Libano si ritrova spesso intrappolato nel fuoco incrociato della loro rivalità geopolitica.

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