Kaspersky Lab ha intervistato più di 20.000 persone in tutto il mondo e ha scoperto che il cyberstalking ha raggiunto proporzioni pandemiche ed è ora una minaccia comune in quasi tutti i paesi.
Il rapporto si concentra sullo stalkerware come la forma più comune di violenza digitale. Lo stalkerware è un software che può essere installato segretamente sul dispositivo di una persona senza il suo consenso ed è progettato per monitorare le attività in tempo reale, incluso il rilevamento della posizione, l’accesso a messaggi di testo, la cronologia del browser e la registrazione di audio o video.
Tali programmi consentono all’aggressore di controllare la vittima, compresi i suoi tentativi di trovare aiuto o di fuggire. Rimuoverli può essere ancora più pericoloso, soprattutto nelle relazioni violente.
Dallo studio è emerso che il 23% degli intervistati ha subito molestie online da parte di qualcuno che conosceva e il 39% ha denunciato violenze o abusi da parte del partner attuale o precedente. Più donne (42%) che uomini (36%) riferiscono di essere state monitorate o abusate.
Nel 2023 sono stati registrati 31.031 casi di infezione da tali software, ovvero il 6% in più rispetto al 2022. In Europa sono stati registrati 2.645 casi unici di utilizzo di programmi stalker, con il maggior numero di vittime in Germania (577), Francia (332) e Regno Unito (271). Nel Nord America, il 77% di tutti i casi si verifica negli Stati Uniti. Alcuni dei programmi più comunemente usati includono TrackView, Reptilic, SpyPhone, Mobile Tracker e Cerberus.
Nonostante le crescenti preoccupazioni sulla sicurezza delle vittime, la conoscenza dello stalkerware è scarsa. Il 67% non sa di cosa si tratta e un altro 12% non è sicuro delle possibilità di tale osservazione. Le donne sono ancora più ignoranti: il 70% non è a conoscenza del software stalker, il 42% capisce che tale software può registrare la posizione e il 35% è consapevole della capacità di registrare video o audio.
Nel Regno Unito, il 42% degli intervistati ritiene che il cyberstalking da parte di partner senza il loro consenso sia “accettabile”. La ricerca rivela anche una tendenza preoccupante nella fiducia digitale e nel livello di accesso concesso liberamente dalle persone. Più della metà (52%) degli adulti britannici ammette di dare ai propri partner pieno accesso ai propri telefoni, e le donne lo fanno più spesso.
L’indagine ha inoltre rilevato che i giovani cresciuti circondati dalla tecnologia potrebbero essere meno consapevoli dei contenuti dannosi online e dei compromessi sulla privacy associati al comportamento digitale. Questa tendenza porta alla normalizzazione del monitoraggio e dell’uso dei programmi di stalking, che minacciano la privacy e la sicurezza personale nell’era digitale.
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