
Autore: Alessandro Molinari
Tramite gli strumenti specifici per le analisi forensi è possibile recuperare molti files che presumibilmente sono stati cancellati da un sistema informatico.
Il data carving tratta esattamente questo e se vogliamo veramente eliminare del tutto determinati files dobbiamo fare un ulteriore sforzo.
Lo strumento di “data carving” per eccellenza ( “intagliatore di dati” letteralmente ma per l’amore delle nostre orecchie evitiamo di tradurlo in Italiano), è Scalpel, in grado di rilevare molti file con diverse estensioni e formati.
Non importa con quale filesystem sia stato formattato il disco: Scalpel utilizza un database con headers e footers (di cui ogni file è dotato) utile per tracciarli.
Molte distribuzioni hanno nei loro repository versioni precedenti di Scalpel che svolgono bene il loro lavoro, ma non hanno tutte le funzionalità dell’attuale versione 2.0, come le regular expressions” per gli headers ed i footers, il multithreading, l’input/output asincroni o data-carving accelerata dalla GPU (solo se è installato l’SDK CUDA di NVidia).
Tuttavia se si desidera utilizzare queste funzionalità, è necessario compilare Scalpel dal codice sorgente.
In passato, i data carvers scansionavano i dischi alla ricerca di modelli di headers e footers e scrivevano tutti i risultati su un nuovo supporto, il che richiedeva molto spazio di archiviazione.
Scalpel, invece, si limita a controllare due volte il disco per mettere insieme tutte le informazioni necessarie.
La prima volta che si esegue Scalpel, cerca gli headers e memorizza i risultati in un database; quindi, identifica i footers (di cui ogni file è dotato). Nel fare ciò, Scalpel tiene sempre conto della logica che un header è sempre seguito da un footer, accelerando così la ricerca.
A questo punto si dispone di un indice con le posizioni degli headers e dei footers, che costituisce la base per la seconda esecuzione. Di seguito Scalpel confronta gli headers ed i footers e scrive i file trovati direttamente in una nuova posizione dalla memoria, senza dover accedere nuovamente al disco.
Prima di iniziare la ricerca dei dati perduti, Scalpel legge il file di configurazione scalpel.conf
Prima di iniziare il processo di ricerca, è opportuno effettuare alcune configurazioni che limitino la ricerca a un numero minimo di tipi e dimensioni di file.
Fonte: https://hackerhood.redhotcyber.com/data-carving/
Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

InnovazioneL’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale ha superato una nuova, inquietante frontiera. Se fino a ieri parlavamo di algoritmi confinati dietro uno schermo, oggi ci troviamo di fronte al concetto di “Meatspace Layer”: un’infrastruttura dove le macchine non…
CybercrimeNegli ultimi anni, la sicurezza delle reti ha affrontato minacce sempre più sofisticate, capaci di aggirare le difese tradizionali e di penetrare negli strati più profondi delle infrastrutture. Un’analisi recente ha portato alla luce uno…
VulnerabilitàNegli ultimi tempi, la piattaforma di automazione n8n sta affrontando una serie crescente di bug di sicurezza. n8n è una piattaforma di automazione che trasforma task complessi in operazioni semplici e veloci. Con pochi click…
InnovazioneArticolo scritto con la collaborazione di Giovanni Pollola. Per anni, “IA a bordo dei satelliti” serviva soprattutto a “ripulire” i dati: meno rumore nelle immagini e nei dati acquisiti attraverso i vari payload multisensoriali, meno…
Cyber ItaliaNegli ultimi giorni è stato segnalato un preoccupante aumento di truffe diffuse tramite WhatsApp dal CERT-AGID. I messaggi arrivano apparentemente da contatti conosciuti e richiedono urgentemente denaro, spesso per emergenze come spese mediche improvvise. La…