
Gli esperti dell’Università di Cambridge hanno espresso preoccupazione per lo sviluppo di tecnologie di intelligenza artificiale che consentono conversazioni testuali e vocali con i defunti. Secondo i ricercatori, tali tecnologie, possono causare danni psicologici e creare l’illusione della presenza dei morti nella vita reale.
Un articolo pubblicato sulla rivista Philosophy and Technology parla dei potenziali pericoli derivanti dall’uso improprio di tali chatbot basati sull’intelligenza artificiale, inclusa la pubblicità clandestina di beni e servizi o la creazione di ansia tra i bambini sostenendo che un genitore deceduto è ancora “con loro”. Inoltre, interagire con i “Griefbots” o “Deadbot” può rappresentare un “onere emotivo schiacciante”.
I ricercatori del Center for the Future of Intelligence di Cambridge hanno proposto di sviluppare protocolli di progettazione specifici per tali piattaforme per impedire l’uso di “deadbot” per scopi irriverenti, come pubblicità o attività sui social media. Insistono inoltre sul fatto che il consenso deve essere ottenuto dalle persone i cui dati vengono utilizzati per creare bot prima che muoiano.
Uno degli scenari proposti nell’articolo è una società che crea un bot per aiutare un bambino di otto anni a superare il dolore dopo la morte di sua madre. Il successo iniziale del robot terapeutico alla fine porta alla confusione del bambino a causa delle risposte ambigue dell’IA.
Tomasz Hollanek, coautore dello studio, ha suggerito di introdurre limiti di età per l’uso dei “deadbot” e di fornire “una trasparenza significativa” in modo che gli utenti siano sempre consapevoli che il loro interlocutore è un’intelligenza artificiale. Ciò potrebbe includere avvisi simili a quelli che avvertono di possibili attacchi epilettici durante la visualizzazione dei contenuti.
Infine, i ricercatori sottolineano l’importanza di sviluppare protocolli per consentire l’opt-out dei deathbot, consentendo agli utenti di smettere di interagire con loro, fornendo una chiusura emotiva.
Incoraggiano i team di sviluppo a pensare in anticipo a come mitigare i rischi sociali e psicologici dell’immortalità digitale, poiché la tecnologia è già qui.
Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

CybercrimeIl forum RAMP (Russian Anonymous Marketplace), uno dei principali punti di riferimento del cybercrime underground internazionale, è stato ufficialmente chiuso e sequestrato dalle forze dell’ordine statunitensi. La notizia è emersa dopo che il dominio associato…
DirittiOggi è il 28 gennaio e, come ogni anno da un bel po’ di tempo a questa parte, ci ritroviamo a celebrare la Giornata europea della protezione dei dati. È una roba che nasce nel…
Cyber NewsUn aggiornamento di sicurezza è stato rilasciato dai responsabili della manutenzione di OpenSSL, la libreria crittografica, al fine di risolvere circa una dozzina di vulnerabilità che includono, tra gli altri, errori logici e corruzioni di…
CyberpoliticaNon è la prima iniziativa che spunta su questo fronte, ultimamente. Anzi, se ne sentono diverse, una dopo l’altra. Ed è quasi inevitabile: autonomia tecnologica e sicurezza nazionale stanno diventando un terreno sempre più battuto,…
CulturaC’è questa idea sbagliata, un po’ romantica volendo, per cui il ransomware è “roba da IT”: qualche server in crisi, due notti in bianco, poi si riparte e fine… La realtà, soprattutto per un’azienda quotata…