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Broadcom e licenze VMware. Un Upselling a “piede di porco” che desta scompiglio nell’IT

19 Marzo 2024 07:37

Il presidente e amministratore delegato di Broadcom, Hock Tan, si vantava ancora con gli investitori del fatto che la strategia di conversione delle licenze di VMware avrebbe visto nuovi aumenti delle vendite ogni trimestre entro la fine dell’anno. 

Ora sembra che i responsabili di Broadcom si stiano lentamente rendendo conto che con la loro “politica del piede di porco” hanno causato un enorme fastidio ai clienti VMware e che il “registratore di cassa che squilla” con il passaggio delle licenze al cloud e alle soluzioni di abbonamento potrebbe non funzionare del tutto così come avevano pianificato i leader aziendali.

I retroscena dell’upselling

Nell’ambito dell’annuncio degli utili del primo trimestre 2024 di Broadcom, il presidente e CEO Hock Tan ha dichiarato: “Questo è semplicemente il risultato della nostra strategia con VMware. Ci concentriamo sull’upselling dei clienti, in particolare quelli che stanno già eseguendo i propri carichi di lavoro di elaborazione con gli strumenti di virtualizzazione vSphere, per eseguire l’aggiornamento a VMware Cloud Foundation.” Tan prevedeva “una crescita percentuale dei ricavi a due cifre trimestre su trimestre fino alla fine dell’anno fiscale”.

Broadcom ha acquistato il fornitore di virtualizzazione VMware per la folle somma di 61 miliardi di dollari USA. Il denaro doveva essere riversato nelle casse dell’azienda, quindi il management di Broadcom iniziò a ristrutturare VMware:

  • I partner OEM VMware sono stati bloccati
  • I clienti stanno passando a soluzioni in abbonamento e contratti cloud per i prodotti di virtualizzazione VMware

La conclusione tutto ciò significa un notevole aumento dei costi per i clienti portando conseguenze che potrebbe rilevarsi disastrose per la stessa Broadcom e VMware. Il quadro che è emerso è che i clienti VMware stanno attualmente pensando di passare ad altri fornitori.

L’aumento delle licenze VMware

Uno dei principali punti di contestazione riguarda l’aumento dei prezzi delle licenze VMware sotto la gestione di Broadcom. I clienti hanno segnalato aumenti dei prezzi fino al 600%, causando un forte malcontento tra coloro che si affidano alle soluzioni VMware per le loro infrastrutture IT.

Questo repentino aumento dei costi ha spinto molti clienti a riconsiderare la propria relazione con VMware e a esplorare alternative più convenienti. Inoltre, l’introduzione di soluzioni in abbonamento e contratti cloud ha ulteriormente complicato il quadro, portando a un cambiamento radicale nelle politiche di licenza che i clienti devono affrontare.

Tale aumento dei prezzi ha scatenato una serie di proteste da parte dei clienti e ha sollevato interrogativi sulla sostenibilità delle politiche di licenza di Broadcom e sul futuro del rapporto tra Broadcom, VMware e i clienti.

Cosa sta succedendo nella testa dei clienti

L’aumento dei prezzi e i cambiamenti nelle politiche di licenza di VMware sotto Broadcom hanno scatenato una serie di reazioni tra i clienti dell’azienda. Molti clienti si trovano ora di fronte a una decisione difficile: accettare i nuovi costi e le nuove condizioni di licenza imposte da Broadcom o cercare alternative più convenienti.

Questa incertezza ha generato preoccupazione e frustrazione, che devono ora valutare attentamente il valore delle soluzioni VMware rispetto ai costi aggiuntivi che devono sostenere. Inoltre, molti clienti si sentono traditi dalla rapida escalation dei prezzi e dalla mancanza di trasparenza nelle politiche di licenza di Broadcom, che hanno lasciato molti utenti senza una chiara via d’uscita.

Questo ha portato alcuni clienti a considerare seriamente di abbandonare VMware e cercare alternative più convenienti e trasparenti sul mercato. In sintesi, i clienti stanno attualmente navigando in un mare di incertezza e indecisione, mentre cercano di capire come reagire ai cambiamenti imposti da Broadcom e come proteggere al meglio i loro interessi e investimenti IT.

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Bajram Zeqiri è un esperto di cybersecurity, cyber threat intelligence e digital forensics con oltre vent'anni di esperienza, che unisce competenze tecniche, visione strategica creare la resilienza cyber per le PMI. Fondatore di ParagonSec e collaboratore tecnico per Red Hot Cyber, opera nella delivery e progettazione di diversi servizi cyber, SOC, MDR, Incident Response, Security Architecture, Engineering e Operatività. Aiuta le PMI a trasformare la cybersecurity da un costo a leva strategica per le PMI.
Aree di competenza: Cyber threat intelligence, Incident response, Digital forensics, Malware analysis, Security architecture, SOC/MDR operations, OSINT research

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