
Recentemente, la Croce Rossa Australiana è stata vittima di un attacco informatico di tipo DDoS rivendicato dal gruppo hacker AzzaSec. La Croce Rossa Australiana è una delle più importanti organizzazioni del suo genere, con un ruolo fondamentale nel fornire assistenza in situazioni di emergenza e nel supporto alla comunità.
AzzaSec ha annunciato l’attacco attraverso i social media, diffondendo un messaggio che includeva un link dove verificare l’effettivo successo dell’operazione. L’attacco ha compromesso i sistemi dell’organizzazione, mettendo a rischio l’operatività del servizio.
L’attacco potrebbe aver causato interruzioni nei servizi essenziali offerti con ripercussioni sulle operazioni di soccorso e assistenza, e l’incidente potrebbe erodere la fiducia dei donatori e dei partner nei confronti della Croce Rossa.

AzzaSec ha riportato nella nostra intervista che “Noi non siamo criminali informatici. Noi siamo hacktivisti! Abbiamo una motivazione a quello che facciamo è aiutare i nostri fratelli Palestinesi e Russi”.
In effetti l’attacco ad una struttura sanitaria sembra stonare con quello che è il manifesto hacktivista dei “Cult Of The Dead Cow”, ritenuto universalmente la sacra bibbia dell’hacktivismo cibernetico.

Perchè gli hacker di AzzaSec prendono di mira società così critiche? La Croce Rossa è un obiettivo particolarmente allettante per diversi motivi:
L’attacco alla Croce Rossa Australiana sottolinea l’importanza di una maggiore consapevolezza e di una maggiore attenzione alla sicurezza informatica in tutti i settori, compreso quello umanitario. Solo attraverso una solida collaborazione tra organizzazioni, governi e esperti di cybersecurity sarà possibile affrontare efficacemente le crescenti minacce cibernetiche.
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