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Sicurezza Informatica, Notizie su Cybercrime e Analisi Vulnerabilità

Autore: Simone D'Agostino

Simone D'Agostino

Nato a Roma, con oltre 35 anni di servizio nella Polizia di Stato, è attualmente Sostituto Commissario e responsabile della SOSC della Polizia Postale di Udine.
Esperto in indagini sul web e sul dark web, è appassionato di OSINT, ambito nel quale opera anche come formatore nazionale per la Polizia di Stato.
Ha conseguito un Master in Intelligence & ICT presso l’Università di Udine (110 e lode), sviluppando quattro modelli di Intelligenza Artificiale per il contrasto alle frodi sui fondi dell’Unione Europea.
È attivamente impegnato nella formazione e nella divulgazione per l’innalzamento del livello di sicurezza cibernetica.

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Aree di competenza Human factor, OSINT & SOCMINT, Cybercrime e indagini sul dark web, Intelligenza artificiale applicata all’analisi, Disinformazione e information warfare
Numero di articoli trovati: 31
La celebre fotografia storica del "Tank Man" durante le proteste di Piazza Tienanmen del 1989. Un'inquadratura dall'alto mostra un manifestante solitario, in camicia bianca e pantaloni scuri con delle borse in mano, che blocca l'avanzata di una colonna di carri armati militari su un'ampia strada asfaltata. Il primo imponente veicolo blindato è fermo a pochissimi metri dall'uomo, mentre gli altri lo seguono in fila indiana. In basso a destra è parzialmente visibile un lampione urbano con globi bianchi. L'immagine cattura un momento iconico di resistenza pacifica e l'enorme contrasto visivo tra l'individuo e il potere militare.

Quando la censura si rivela: il test su Tiananmen che mostra come funziona DeepSeek

Nella primavera del 1989, nel cuore di Piazza Tiananmen, migliaia di studenti universitari, lavoratori e cittadini si radunarono per chiedere riforme politiche, maggiore libertà di espressione e misure contro la...
Ecco una descrizione alt dettagliata per l'immagine: Un'immagine simbolica e drammatica mostra un tablet adagiato su un terreno scuro e crepato, simile ad asfalto o terra battuta. Il vetro dello schermo è completamente frantumato, con una fitta rete di crepe che si irradia da un punto d'impatto centrale. Sotto il vetro rotto, sul display oscurato, spicca il logo di Booking.com nei suoi classici colori bianco e blu. L'illuminazione radente enfatizza i frammenti di vetro sollevati e la texture ruvida del suolo. La composizione trasmette un senso di fragilità tecnologica, fallimento o interruzione del servizio, evocando concetti legati a crisi aziendali o problemi di sicurezza digitale.

Al via le Truffe Booking: ora gli hacker conoscono i dettagli dei tuoi viaggi

Secondo quanto riportato da diverse fonti, tra cui un’analisi di Malwarebytes, delle terze parti non autorizzate, avrebbero avuto accesso a dati reali delle prenotazioni di Booking.com tra i quali nomi,...
immagine composta da due scatti distinti di Kash Patel, separati al centro dal logo ufficiale del Federal Bureau of Investigation (FBI). Nella parte sinistra, Patel è ritratto in una fotografia istituzionale a mezzo busto; indossa un abito scuro, una camicia bianca e una cravatta bordeaux, mostrando un sorriso accennato mentre guarda direttamente verso l'obiettivo. Sullo sfondo si distinguono i colori della bandiera degli Stati Uniti d'America e un altro stemma governativo parzialmente visibile. Al centro dell'immagine campeggia il sigillo circolare dell'FBI, caratterizzato dal bordo dorato, lo sfondo blu con le stelle gialle e lo scudo centrale sormontato da un'aquila. La parte destra mostra un'immagine più informale e ravvicinata dello stesso uomo, che appare con gli occhi chiusi mentre tiene un sigaro orizzontalmente davanti al viso, vicino alla bocca. In questa sezione è sovrapposto un logo rosso semitrasparente che raffigura Handala, il celebre personaggio simbolo della resistenza palestinese, accompagnato dalla scritta Handala e dall'indirizzo di un sito web nella parte inferiore. L'illuminazione in questa seconda metà è più soffusa e l'ambientazione sembra essere un interno con sedie blu visibili sullo sfondo.

Il caso del direttore dell’FBI Kash Patel: anatomia di un’esposizione prevedibile

Questo caso rappresenta un esempio molto concreto di come una esposizione di email personale possa generare un rischio nella cybersecurity in un contesto istituzionale. Ne avevamo già parlato in precedenza...
Un uomo clicca su un Play Store che non sembra essere quello ufficiale

Sembra Google Play, ma non lo è! E cosa succede davvero dopo il clic?

Tutti conosciamo le truffe online più evidenti. Quelle scritte male, quelle che promettono vincite impossibili, quelle che cercano di sottrarre credenziali con l'urgenza o il premio. Ma c'è un altro...

La mente dietro le password: quando squilla il telefono. Puntata 8

Nelle puntate precedenti abbiamo visto che la sicurezza non crolla perché non conosciamo le regole, ma perché la mente lavora per automatismi. Fiducia, riconoscimento, continuità. Meccanismi normali, indispensabili per vivere,...

La mente dietro le password : innamorarsi dell’OSINT (Puntata 7)

Dove eravamo rimasti. Nelle puntate precedenti abbiamo cercato di smontare alcune certezze comode. Abbiamo visto che gli errori di sicurezza non nascono dall’ignoranza, ma dal funzionamento normale della mente. Che...

La mente dietro le password. Imparare giocando: perché l’esperienza batte la spiegazione (Puntata 6)

Dove eravamo rimasti Nelle puntate precedenti abbiamo seguito un percorso preciso.Abbiamo visto che la sicurezza digitale non crolla per ignoranza, ma per meccanismi mentali normali: il bisogno di continuità, la...

La mente dietro le password: Non è chi ci chiama. È cosa ci chiede (Puntata 5)

Dove eravamo rimasti Nelle puntate precedenti abbiamo provato a smontare una convinzione comoda: l’idea che i problemi di sicurezza digitale nascano sempre dall’ignoranza o dalla disattenzione.Abbiamo visto che, nella maggior...

La mente dietro le password: Errore umano? No, un legame che non c’è. Puntata 4

Quando la sicurezza fallisce prima ancora dell’errore Questo testo nasce dall’esperienza diretta, maturata osservando nel tempo numerosi casi di frodi e incidenti informatici, in cui il fattore umano nella sicurezza...
Una fotografia in bianco e nero ravvicinata mostra un mazzo di chiavi antiche e pesanti che pendono da un anello metallico. Le chiavi, realizzate in ferro o ghisa, presentano una texture ruvida e ossidata, con lunghe aste cilindriche e ingegni rettangolari finemente intagliati. In primo piano, il mazzo principale è a fuoco, rivelando i dettagli dell'usura e della materia. Sullo sfondo, leggermente sfocato, pende un secondo mazzo di chiavi più piccole, creando un senso di profondità. L'illuminazione contrastata enfatizza le forme metalliche e le ombre, evocando un'atmosfera d'altri tempi, carica di mistero e storia.

La mente dietro le password – Puntata 3 – Il rumore della sicurezza (e perché è necessario)

La sicurezza delle password e il comportamento umano sono più legati di quanto immaginiamo. Nelle puntate precedenti abbiamo provato a spostare lo sguardo: le password non proteggono solo i sistemi,...
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