Milano, 7 Giugno 2024 – L’ASST Rhodense è stata vittima di un grave attacco informatico da parte del gruppo ransomware Cicada3301, che ha causato il furto di un’enorme quantità di dati sensibili. Questo evento ha avuto un impatto devastante su tutte le strutture dell’ASST, comprese quelle di Garbagnate Milanese, Bollate, Rho e Passirana, nonché sui servizi territoriali nelle aree distrettuali di Garbagnatese, Rhodense e Corsichese.
Secondo le notizie riportate sul sito della Regione Lombardia, l’attacco è avvenuto nella notte di giovedì 6 giugno. Gli hacker sono riusciti a esfiltrare 1 TB di dati, tra cui informazioni di identificazione personale (PII), dati personali, documenti medici, prescrizioni e altri documenti sensibili. Questo furto massiccio di dati è stato successivamente pubblicato integralmente sul sito di leak del gruppo criminale.
Il furto di dati sensibili rappresenta una seria minaccia per la privacy e la sicurezza dei pazienti e del personale dell’ASST Rhodense. Le autorità stanno lavorando incessantemente per valutare l’entità del danno e per mettere in atto le misure necessarie a contenere e risolvere la situazione. Nel frattempo, l’ASST sta collaborando con esperti di sicurezza informatica per rafforzare le proprie difese e prevenire futuri attacchi.
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L’ASST Rhodense ha immediatamente informato le autorità competenti e sta collaborando con le forze dell’ordine per identificare i responsabili dell’attacco. Inoltre, è stata attivata una linea di assistenza per i pazienti e il personale colpiti dal furto di dati, al fine di fornire supporto e informazioni utili per proteggere ulteriormente la loro privacy.
Questo attacco mette in luce ancora una volta l’importanza della sicurezza informatica nelle istituzioni sanitarie, un settore particolarmente vulnerabile a causa della natura sensibile dei dati trattati. È essenziale che tutte le organizzazioni sanitarie rafforzino le proprie misure di sicurezza per proteggere le informazioni dei pazienti da minacce sempre più sofisticate.
Link per il download del Tera Byte esfiltrato dalle infrastrutture IT da parte di Cicada3301
La Regione Lombardia ha espresso la propria solidarietà all’ASST Rhodense e ha promesso di fornire tutto il supporto necessario per superare questa crisi. I cittadini sono invitati a rimanere vigili e a segnalare qualsiasi attività sospetta che possa essere collegata a questo grave incidente di sicurezza.
Elenco delle directory in possesso di Cicada3301
Come nostra consuetudine, lasciamo sempre spazio ad una dichiarazione da parte dell’azienda qualora voglia darci degli aggiornamenti sulla vicenda. Saremo lieti di pubblicare tali informazioni con uno specifico articolo dando risalto alla questione.
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RHC monitorerà l’evoluzione della vicenda in modo da pubblicare ulteriori news sul blog, qualora ci fossero novità sostanziali. Qualora ci siano persone informate sui fatti che volessero fornire informazioni in modo anonimo possono utilizzare la mail crittografata del whistleblower.
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Membro e Riferimento del gruppo di Red Hot Cyber Dark Lab, è un ingegnere Informatico specializzato in Cyber Security con una profonda passione per l’Hacking e la tecnologia, attualmente CISO di WURTH Italia, è stato responsabile dei servizi di Cyber Threat Intelligence & Dark Web analysis in IBM, svolge attività di ricerca e docenza su tematiche di Cyber Threat Intelligence presso l’Università del Sannio, come Ph.D, autore di paper scientifici e sviluppo di strumenti a supporto delle attività di cybersecurity. Dirige il Team di CTI "RHC DarkLab"
Aree di competenza:Cyber Threat Intelligence, Ransomware, Sicurezza nazionale, Formazione
È uscito il sesto episodio di Betti-RHC, la serie a fumetti di Red Hot Cyber nata con l'obiettivo di trasformare la cybersecurity awareness in un'esperienza di formazione più semplice, coinvolgente e accessibile. Quello che è nato come un progetto editoriale innovativo è diventato negli anni un vero e proprio corso di cybersecurity awareness a fumetti, adottato da aziende e professionisti per sensibilizzare le persone sui rischi informatici attraverso storie, personaggi ed emozioni. In cinque anni di attività, la serie Betti-RHC ha raggiunto un risultato importante: circa 70.000 copie vendute, a testimonianza dell'interesse crescente delle organizzazioni verso nuovi strumenti per costruire una concreta cultura della sicurezza.
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Per accompagnare la crescita del progetto abbiamo realizzato il sito ufficiale di Betti-RHC, dove è possibile conoscere meglio la serie, gli episodi e il progetto di cybersecurity awareness sviluppato da Red Hot Cyber. L'obiettivo è continuare a portare la cultura della sicurezza fuori dai tradizionali percorsi formativi standard, utilizzando il linguaggio immediato del fumetto per parlare a dipendenti, professionisti e persone senza competenze tecniche. Per maggiori informazioni su Betti-RHC e sul sesto episodio “Open Mic” è possibile visitare il sito ufficiale:betti.redhotcyber.com.