Redazione RHC : 15 Ottobre 2024 22:22
I bot sono applicazioni software progettate per eseguire automaticamente attività su Internet. Queste attività sono generalmente semplici e possono essere completate a una velocità maggiore di quella che un essere umano può fare online. I bot possono eseguire un’ampia gamma di attività, dall’indicizzazione di pagine Web per i motori di ricerca all’invio di spam o all’hacking di siti Web.
Alcuni bot sono legittimi, come Googlebot, che esegue la scansione di Internet e crea un indice per il motore di ricerca di Google. Esistono però anche bot dannosi che cercano le vulnerabilità dei siti web e sferrano attacchi.
Un caso d’uso comune per i bot sono le botnet. Una botnet è una rete di dispositivi infetti controllati tramite un sistema centrale di comando e controllo. Una volta che il dispositivo è stato infettato, inizia a eseguire i comandi impartiti dal “bot master”, ovvero chi controlla la botnet.
Vorresti toccare con mano la Cybersecurity e la tecnologia? Iscriviti GRATIS ai WorkShop Hands-On della RHC Conference 2025 (Giovedì 8 maggio 2025)
Se sei un ragazzo delle scuole medie, superiori o frequenti l'università, oppure banalmente un curioso di qualsiasi età, il giorno giovedì 8 maggio 2025 presso il teatro Italia di Roma (a due passi dalla stazione termini e dalla metro B di Piazza Bologna), si terranno i workshop "hands-on", creati per far avvicinare i ragazzi alla sicurezza informatica e alla tecnologia. Questo anno i workshop saranno:
Supporta RHC attraverso:
Ti piacciono gli articoli di Red Hot Cyber? Non aspettare oltre, iscriviti alla newsletter settimanale per non perdere nessun articolo.
Le botnet vengono spesso utilizzate per sferrare attacchi DDoS (distributed denial of service), in cui un gran numero di dispositivi infetti inviano contemporaneamente richieste a un server, sovraccaricandolo e bloccandolo. Inoltre, le botnet possono essere utilizzate per lo spamming, l’hacking degli account e altre attività dannose.
Esistono molti tipi di bot su Internet, sia utili che dannosi. Vediamo le tipologie più comuni:
Per identificare i bot su un sito web, puoi utilizzare diversi indicatori nell’analisi web:
Per proteggersi dai bot è possibile utilizzare le seguenti misure di base:
La tecnologia dei bot si è evoluta nel tempo. I bot erano semplici script che inviavano richieste a un sito Web per recuperare dati o eseguire azioni. Questi script non accettavano cookie né eseguivano JavaScript, rendendoli facilmente rilevabili.
Nel corso del tempo, i bot sono diventati più sofisticati, accettando cookie ed eseguendo JavaScript, ma erano ancora relativamente facili da monitorare a causa della loro minore interazione con gli elementi dinamici delle pagine web rispetto agli esseri umani.
La fase successiva nello sviluppo dei bot è l’uso di browser headless, come PhantomJS, che sono in grado di elaborare completamente il contenuto del sito. Sebbene tali browser siano più difficili da rilevare, non sono comunque in grado di eseguire tutte le azioni eseguite dagli utenti reali.
Il tipo più avanzato di bot si basa sul browser Chrome ed è praticamente indistinguibile dagli utenti reali. Questi robot imitano persino l’attività umana, come fare clic sugli elementi di una pagina.
Con l’evoluzione dei bot, si sono evoluti anche i metodi per rilevarli e bloccarli. Esistono tre approcci principali per rilevare e mitigare l’attività dei bot dannosi:
Questi metodi possono essere utilizzati da soli o in combinazione per fornire una protezione bot più efficace. Inoltre, servizi specializzati di gestione dei bot possono monitorare e bloccare attività dannose.
Il ransomware HellCat è apparso nella seconda metà del 2024 e ha attirato l’attenzione degli analisti grazie all’umorismo delle sue dichiarazioni pubbliche. Ricordiamo l’...
Il 28 marzo 2025, un utente del noto forum di cybersecurity BreachForums, con lo pseudonimo ThinkingOne, ha rivelato quello che potrebbe essere il più grande data breach mai registrato nel mondo ...
Quando Jeffrey Goldberg dell’Atlantic ha fatto trapelare accidentalmente un messaggio di gruppo privato di alti funzionari statunitensi su un possibile attacco contro gli Houthi nello Yemen, ha...
Ogni mese diventa sempre più evidente: le password non funzionano più. Gli hacker hanno imparato a eludere anche la protezione a due fattori sfruttando sessioni rubate e milioni di dati comp...
La pseudonimizzazione è una tecnica di protezione dei dati definita dall’art. 4(5) del GDPR. Consiste nella trasformazione dei dati personali in modo tale che non possano più essere a...
Copyright @ REDHOTCYBER Srl
PIVA 17898011006