Il 27 e 28 ottobre, a Verona, nella sede della Provincia, si è tenuto il 60° Congresso di AICA – Associazione Italiana per il Calcolo Automatico “Dal calcolo automatico all’algoritmo autonomo: l’intelligenza artificiale alla prova di privacy e sicurezza per cittadini e imprese”.
All’interno della cornice della Loggia di Fra’ Giocondo, il leitmotiv seguito riguarda sia la diffusione della consapevolezza che una cultura di responsabilità, al fine di poter affrontare il futuro senza timori né cedere alle tentazioni di sacrificare i diritti e le libertà fondamentali delle persone. Un complesso equilibrio fra ricerca di innovazione e tutela della privacy, come evidenziato dall’intervento di Guido Scorza, in rappresentanza dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali.
L’ing. Antonio Piva, Presidente di AICA, si è reso disponibile a rendere un’intervista relativa all’evento.
Il tema affrontato dal Congresso è particolarmente ambizioso. Come è stato accolto?
Da parte delle istituzioni, la provincia di Verona ha accolto con entusiasmo l’evento offrendo il patrocinio e le sale in cui si è potuto svolgere. Contestualmente abbiamo ricevuto anche il patrocinio della Regione del Veneto, con i saluti istituzionali del presidente Zaia e dell’assessora all’istruzione Elena Donazzan, nonché del Comune di Verona. Abbiamo ricevuto anche l’apprezzamento da parte di Massimiliano Fedriga, presidente della Conferenza delle Regioni e delle provincie autonome e della Regione autonoma Friuli Venezia-Giulia. Sono intervenuti per i saluti istituzionali l’onorevole Flavio Tosi, il consigliere della provincia di Verona Zeno Falsi e il consigliere della Regione Veneto Alberto Bozza. L’onorevole Walter Rizzetto, presidente della XI Commissione lavoro pubblico e privato della camera dei deputati ha anche partecipato come relatore sul tema dell’intelligenza artificiale nel mondo di lavoro, portando l’attuale stato dei lavori parlamentari. Anche il già onorevole Paolo Paternoster ha voluto portare il proprio contributo al dibattito in una tavola rotonda dedicata al nuovo strumento impiegato nel settore dei trasporti e della logistica. In rappresentanza del Garante Privacy è intervenuto Guido Scorza, che ha saputo illustrare rischi e opportunità dell’accoglienza di queste nuove tecnologie e i difficili equilibri da conseguire.
Ma al di là delle istituzioni, segnalo che abbiamo ricevuto interessamenti a riguardo da parte dei professionisti, degli imprenditori nonché dei cittadini, che percepiscono questo cambiamento in atto. Soprattutto i più giovani, nativi digitali delle scuole superiori, nei cui confronti abbiamo il privilegio di godere di un punto di vista privilegiato. A tale riguardo, citiamo l’intervento del già onorevole Antonio Palmieri che ha voluto introdurre proprio l’argomento dell’impiego di tali sistemi all’interno dei processi di formazione.
Dal mondo delle professioni, emblematico l’intervento di Nicola Bernardi, presidente di Federprivacy, che ha segnalato l’esigenza del coinvolgimento dei professionisti della privacy nei progetti che coinvolgono l’impiego di sistemi di AI e il ruolo del DPO come “angelo custode” degli interessati in tutti i mutamenti dello stato dell’arte. Infine è intervenuto anche Vincenzo Vestri, consigliere del ministro Valditara per le discipline esterne, evidenziando l’evoluzione della matematica dagli albori fino al nuovo paradigma.
L’Intelligenza Artificiale rappresenta emblematicamente un nuovo state-of-the art. Qual è il modo migliore di affrontarlo?
Con le giuste conoscenze e competenze. Senza paura, certamente, ma ricordando anche che deve rimanere una tecnologia al servizio dell’uomo. E quindi servono competenze e professionalità trasversali nonché capacità di dialogare fra legislatore, tecnici, giuristi nonché tutti gli ulteriori esperti che potranno meglio rappresentare le tutele richieste dalla società civile digitale.
Avete notato più paura o entusiasmo per l’impiego di AI?
Inizialmente abbiamo notato un atteggiamento di paura, o diffidenza, unito paradossalmente alla curiosità e al desiderio di approfondire le opportunità che potrebbe offrire questo strumento. In generale c’è molto lavoro da fare, considerato che ci troviamo molto indietro in Europa sulle competenze informatiche come attestato dal rapporto DESI. E questo non riguarda solo i giovani ma in generale tutta la società, anche per favorire e promuovere una cittadinanza digitale attiva e consapevole.
Siete da sempre molto attivi nei confronti del mondo delle scuole. Quanto è importante per i nativi digitali coltivare consapevolezza e responsabilità?
Indispensabile. Altrimenti si affronta un mondo che non si riesce a comprendere in pieno. Come guidare un mezzo senza patente. Per questo motivo noi da sempre abbiamo promosso la fu ECDL, ora ICDL che negli anni ha contribuito alle digital skill di oltre 2 milioni di italiani che ora possono anche giovarsi di questa certificazione spendibile anche nel mondo del lavoro a livello internazionale. In occasione del Congresso abbiamo presentato la nuova certificazione ICDL AI che mira a fornire conoscenze e competenze di base relative ai nuovi sistemi di Intelligenza Artificiale proprio per una partecipazione attiva a questa inevitabile evoluzione tecnologica.
C’è già qualche idea per il tema del prossimo anno?
Non possiamo mai anticiparlo perché ogni anno deriva dal continuo dialogo e confronto con il mondo del lavoro, dell’educazione e delle istituzioni al fine di identificare le tematiche emergenti di maggiore attualità ed impatto nei confronti della società. Quindi: no, non possiamo dirlo. E forse non può dirlo neanche una AI.
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