
Come avevamo preannunciato qualche giorno fa, a breve sarà varato l’emendamento che sancisce quale sarà il software/hardware ritenuto sicuro, con i rispettivi nomi delle aziende/vendor che potranno essere utilizzate per “diversificare” le soluzioni di cybersecurity.
Nell’emendamento anticipato da Roberto Baldoni, a capo dell’Agenzia della Cybersicurezza Nazionale (ACN), viene riportato che:
“Le categorie di prodotti e servizi dovranno essere individuate con una circolare adottata dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (Acn), anche sulla base degli elementi forniti nell’ambito del Nucleo per la cybersicurezza”
Questa è la novità sostanziale dal punto di vista della cybersecurity contenuta nell’articolo 29 del decreto-legge “Ucraina”, che permetterà di introdurre un meccanismo di “diversificazione” sui prodotti da parte della Pubblica Amministrazione.
Tutto questo è per chiarire i dubbi interpretativi del decreto che come riportavamo nel precedente articolo lasciano ampi margini di manovra.
Inoltre Baldoni riporta, come descritto da CybersecurityItalia che :
“possiamo garantire la sovranità digitale in due modi. Con lo sviluppo, in Italia e in Europa, di una parte della tecnologia trusted, grazie a una sempre crescente workforce dedicata”.
Intanto, molte sono le aziende che si sono poste il problema di cosa si intenda per “diversificazione”. Infatti molte interpretano questa parola come mera “sostituzione” delle soluzioni Kaspersky, altre invece pensano ad una doppia implementazione (in parallelo), mentre altre parlano di parziale sostituzione.
Sicuramente non risulta chiaro e occorre una precisazione. Intanto Baldoni ha detto:
“ovviamente su fornitori che sono untrusted occorre arrivare di fatto a una sorta di black list. Dobbiamo in qualche modo non fossilizzarci su schemi fissi ma che possano seguire l’andamento tecnologico”.
Si parla quindi di blacklist, esattamente come negli Stati Uniti D’America, dove vengono specificate con precisione, quali sono le aziende che possono essere un pericolo per la sicurezza nazionale.
Ovviamente, anche se il decreto parla di “Pubblica amministrazione”, moltissime aziende private andranno dietro al fenomeno per essere in qualche modo conformi alle direttive dell’ACN, creando sempre di più uno “spaccamento tecnologico” tra oriente ed occidente (NATO).
Si parla di Europa, di supremazia tecnologica. Ma una Europa oggi indebolita dalla guerra, dal problema energetico, come potrà nel prossimo futuro trovare la sua “autonomia” tecnologica se non andando a chiedere aiuto ai soliti noti? Infatti, già si inizia a parlare di “recessione” dell’Europa e di rischi per la sua stabilità politica.
Possiamo aggiungere che il modello di “muro”, lo abbiamo visto storicamente più di una volta e non ha mai premiato. Ieri era un muro più fisico, fatto di “Mattoni”. Oggi quel muro diventa invisibile, virtuale e tale muro sta iniziando a mettere nuovamente in pericolo il mondo.
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