Secondo un nuovo rapporto dei ricercatori Symantec, dei gruppi di spionaggio informatico legati alla Cina sono coinvolti in una lunga campagna per hackerare diversi operatori di telecomunicazioni in un paese asiatico a partire dal 2021.
L’azienda non ha specificato quale Paese sia stato attaccato, ma ha precisato che l’attività dannosa consisteva nell’implementazione periodica di backdoor nelle reti delle organizzazioni prese di mira con successivo furto di credenziali.
Gli strumenti utilizzati nella campagna corrispondono a quelli utilizzati negli ultimi anni dai gruppi cinesi di spionaggio informatico come Mustang Panda, RedFoxtrot e Naikon. Questi strumenti includono backdoor appositamente progettati COOLCLIENT, QUICKHEAL e RainyDay, in grado di acquisire dati sensibili e stabilire una comunicazione con un server C2.
Sebbene il metodo esatto di accesso iniziale agli obiettivi non sia ancora noto, questa campagna dannosa si distingue per l’utilizzo di strumenti per scansionare le porte e rubare credenziali scaricando il contenuto del registro di Windows. Il collegamento di tutti questi strumenti con tre diversi gruppi di criminali informatici porta i ricercatori alle seguenti ipotesi mutuamente esclusive:
Anche lo scopo principale delle intrusioni non è chiaro in questa fase, anche se in generale i gruppi cinesi prendono di mira abbastanza spesso il settore delle telecomunicazioni in tutto il mondo. Così, nel novembre 2023, Kaspersky Lab ha identificato una campagna che utilizzava il malware ShadowPad contro una delle società di telecomunicazioni nazionali del Pakistan sfruttando vulnerabilità note in Microsoft Exchange Server.
L’incidente esaminato da Symantec evidenzia la necessità di una vigilanza continua e di un miglioramento della sicurezza informatica nel settore delle telecomunicazioni. La sofisticatezza e la durata degli attacchi dimostrano che le minacce odierne richiedono non solo soluzioni tecniche, ma anche cooperazione internazionale per combattere la criminalità informatica. È importante sviluppare una cultura della sicurezza informatica in cui ogni dipendente comprenda il proprio ruolo nella protezione delle infrastrutture critiche.
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